Così 'Pinocchio' diventa il bambino di legno

Roberto Benigni nei panni di Geppetto costruisce con le sue mani un burattino di legno: nasce così 'Pinocchio', interpretato dal giovane Federico Lelapi, che nel film di Matteo Garrone diventa un "bambino di legno". 

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La  storia del Burattino prende spunto dalla realtà della vita che è sacrificio e dolore, lo stesso che permette di godere appieno dei brevi sprazzi di felicità, anche se raggiunti tra sangue e lacrime, tradimenti o sfide impossibili. Certo non in modo così estremizzato, un concetto tanto solido quanto importante come questo ha cercato di sottolinearlo anche Carlo Collodi alla fine del 1800 con il suo Pinocchio, uno dei più importanti e immortali racconti mai scritti con il quale adesso si interfaccerà anche Garrone, trasponendolo al cinema.

Non è il primo e neanche l'ultimo, tant'è che sono in lavorazione anche un Pinocchio animato in salsa dark di Guillermo Del Toro e un adattamento del classico Disney, ma questo dell'autore capitolino sembra essere al momento il più interessante e anche il primo in dirittura d'arrivo.

La fiaba del Burattino di Legno divenuto bambino vero è tra i più grandi romanzi di formazione di sempre, che come spiegavamo con toni e personaggi sui generis ha saputo imporsi nell'immaginario collettivo per una determinante forza nella trattazione di svariati argomenti.

 C'è l'amore paterno, il senso della vita, il valore dello studio, il tradimento, il giudizio affrettato e persino un'antesignana e velata condanna dell'ignoranza: una storia brillante scritta con grazia prosaica e cura di immagini retoriche e tempi del racconto, per questo eterna e sedimentata nella culla culturale della collettività.

Adattare Pinocchio è una sfida che in pochi hanno preso seriamente, su tutti forse Comencini con la sua miniserie televisiva, ancora oggi tra le migliori trasposizioni della storia. C'è poi ovviamente il Pinocchio della Disney, dove si perdeva però quel senso di paesanità e di riduzione universale a stilemi nostrani, forse per l'impronta cartoonesca o perché prodotto dalla Casa di Topolino.

 L'impresa di Garrone è adesso quella di costruire un'impalcatura tematica e narrativa che si possa dire fedele alla fiaba originale, guardando quindi a Comencini e non a Roberto Benigni, che per l'autore dimentica i panni di Pinocchio, veste quelli di Geppetto e torna al cinema dopo sette anni da To Rome With Love. (La foto è di Greta De Lazzeris)

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