Largo ai turchi sotto l'ombrello NATO

Ci sono in questo momento, soldati italiani a presidio del confine turco sul fronte sud orientale. Quello siriano o meglio, curdo. E fino ad ora (per ora), ci è dato di sapere, ci è costato solo denaro, dal luglio 2019 intorno ai 15 milioni di euro. 

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Vorrei essere libera di decidere se e quando morire

Mia madre morì dopo due mesi di atroci sofferenze, in seguito a un intervento e a un coma di tre giorni. Oggi io non metterei più la firma, autorizzando quell’intervento. Oggi io vorrei che mio figlio non autorizzasse nulla per me.

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Ma che furbacchioni questi politici tedeschi!

I signori onorevoli impotenti di fronte all'avanzata di AfD e dei Verdi, per non perdere la faccia e cercare di salvare il salvabile propongono di creare un fondo pubblico fuori dal bilancio dello Stato, con il compito di salvare il clima e di distribuire un po' di interessi ai risparmiatori tedeschi ormai stremati dopo anni di tassi a zero.

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Chi ha costruito il Muro di Berlino? Bella domanda

"Per intravedere la risposta basterebbe dare un’occhiata alla cronologia degli eventi. E poi riflettere", assicura Giulietto Chiesa che la domanda se l'è posta e ne ha fatto il titolo del suo ultimo libro che raccoglie una serie di riflessioni sulla guerra fredda a trent'anni dalla caduta del Muro.

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Tutto quanto fa spettacolo in TV. Papa in primis

Da quando si è scoperto che il sacro piace sul piccolo schermo e al cinema, che le ambientazioni nei sacri palazzi attraggono e che i colori sono la vera festa per gli occhi non resta che trovare nuove storie da raccontare. Ecco allora The New Pope  la nuova serie Tv che il regista Paolo Sorrentino  ha presentato alla  Mostra  del Cinema di Venezia, e che dovrebbe spopolare, come scrive il nostro critico Salvatore Trapani.

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Quanto dobbiamo sentirci in colpa per essere andati in vacanza?

(Gabriele Genah) «Mi sono spesso chiesto cosa si provi a lavorare in un’industria responsabile del riscaldamento globale, come l’estrazione petrolifera o l’allevamento di bestiame.

Poi mi sono reso conto che ne faccio parte anch’io». 

A scrivere è il travel writer del New York Times, Seth Kugel. Sì certo, ha sempre saputo delle enormi emissioni prodotte dagli aerei su cui viaggia, ma dentro di sé ha sempre dato la responsabilità alle compagnie e al combustibile fossile. Ma ora che il movimento «Flight shaming», vergogna per chi vola, ha preso piede dalla Svezia al resto d’Europa, la colpa sembra essersi spostata sui viaggiatori.

Urge quindi un momento di riflessione: la nostra vacanza estiva sta distruggendo il pianeta? Il senso di colpa aumenta se si considera che non si tratta solo del volo, ma anche del fatto che si contribuisce al degrado ambientale e sociale delle mete più gettonate e affollate di turisti.

«Ok — si chiede Kugel — quanto dobbiamo sentirci davvero in colpa?». È vero che quella singola andata e ritorno sarà probabilmente il nostro singolo maggior contributo all’inquinamento dell’intero anno, ma la vergogna non è il sentimento giusto.

Piuttosto, pensiamo a cosa possiamo fare. Innanzitutto premere sui governi per nuove regole ambientali, così come parlare di questi temi in famiglia e con amici. Poi sostenere ricerche e candidati che abbiano a cuore l’argomento.

Ma questo non significa che le scelte del singolo consumatore non contino: quando si può, meglio prendere il treno. Il viaggio sarà più lungo, ma anche più ricco.

Evitare mete sovraffollate: oltre a ridurre l’impatto ambientale si scopriranno culture e persone più genuine perché più bendisposte con i turisti. Infine, premiare le compagnie aeree più virtuose e che siano più green. Molti di questi consigli renderanno i viaggi più costosi, «prendetela come una piccola tassa autoimposta a noi che abbiamo la fortuna di poter viaggiare, per compensare il danno che facciamo al pianeta su cui vive chi non può spostarsi. Magari ci sentiremo meno in colpa».

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