Cinquant'anni fa Pasolini lasciò il Festival di Venezia con gran clamore e gran disgusto

Il 9 novembre 1968, la seconda sezione penale del tribunale di Venezia processa il regista Pier Paolo Pasolini, denunciato dal sostituto procuratore della Repubblica di Roma, in quanto autore del film 'Teorema'.

I tempi dei processi giudiziari si allungano e il nuovo film 'Porcile', proiettato nella Mostra, costituisce un'ottima occasione per attaccare Pasolini. Dall'accusa di oscenità per 'Teorema' verrà assolto il 10 ottobre 1969. Da quel momento in poi non presenterà più i suoi film a Venezia. 

L'accidentato iter di 'Teorema' si inizia con la sua partecipazione alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia del 1968. 

Edizione caratterizzata dalla contestazione dell'ANA (Associazione Nazionale Autori Cinematografici) contro i vieti meccanismi di competizione, i criteri di giudizio e di selezione dei film come previsti dallo statuto della Biennale, stilato in epoca fascista, e la riduzione del Festival a un costosissimo appuntamento mondano, a discapito del suo livello culturale. Pasolini, che sulle prime non aderisce alla protesta perché ritiene che non sia espressa nella dovuta forma, il 20 agosto decide di schierarsi al fianco dei colleghi.  

A causa del clima reso incandescente da alcuni autori che minacciano di ritirare i propri film dal concorso, l'inaugurazione della manifestazione viene fatta slittare e la sala Volpi è temporaneamente utilizzata come luogo di riunione permanente dai contestatori.Zavattini Pontecorvo Pasolini e Mazzarella a Venezia 1968Zavattini Pontecorvo Pasolini e Mazzarella a Venezia 1968
Il 26 agosto, dopo aver intimato un ultimatum, la polizia procede allo sgombero dei cineasti rimasti in assemblea: tra questi, Francesco Maselli, Cesare Zavattini e Pasolini, i quali, trasportati fuori dal cinema con la forza, si sottraggono con fatica al linciaggio da parte di una folla di facinorosi di destra.  Il 5 settembre, nonostante l'opposizione del regista che esorta i giornalisti a uscire insieme a lui dalla sala, 'Teorema', per decisione del produttore Franco Rossellini, viene presentato come da programma prima alla stampa e poi al pubblico, spaccando la giuria e rischiando anche di vedersi attribuito il Leone d'oro

Il film viene attaccato con violenza da ogni parte.

silvana mangano teorema coverSilvana Mangano in una scena del film TeoremaDallo Stato, che lo pone immediatamente sotto sequestro per oscenità, intentando un processo nei confronti dell'autore e dei produttori: l'ordine di sequestro verrà poi annullato da una sentenza del 23 novembre 1968 che recita:

Lo sconvolgimento che 'Teorema' provoca non è affatto di tipo sessuale, è essenzialmente ideologico e mistico. Trattandosi incontestabilmente di un'opera d'arte, 'Teorema' non può essere sospettato di oscenità, ma gli strascichi giudiziari, con i ricorsi processuali, si protrarranno fin quasi al 1970.  

I benpensanti e le destre, accomunati dal disgusto per l'uso, a loro parere, spregiudicato e perverso della sessualità attaccano duramente il film. La critica della sinistra militante, accusa il film di “misticismo”, “reazionarismo” e “religiosità" Il mondo cattolico, dopo aver insignito il film a Venezia del premio del Office Catholique International du Cinéma), deplora, attraverso un duro articolo di condanna comparso sull'Osservatore Romano, lo "scandaloso accostamento tra sessualità e senso del sacro".

Si può dunque sostenere che 'Teorema' segni un'ulteriore tappa nel progressivo e totale isolamento intellettuale di Pasolini. 

Il 30 agosto 1969 viene proiettato alla Mostra del Cinema 'Porcile' il ché offre un'ottima occasione per ricevere insulti di tutti i tipi.

PorcileMa la cosa non finisce qui, Giovanni Longo di Nicolosi (Catania), allevatore di ovini, denuncia Pasolini e il produttore Gianvittorio Baldi quali responsabili della morte di cinquanta pecore.
Longo asserisce che la notte tra il 24 e 25 novembre 1968, in contrada Serra La Nave di Nicolosi, un branco di cani affamati e infreddoliti, dopo essere stati liberati il giorno precedente al termine delle riprese di 'Porcile, si sono introdotti nell'ovile ammazzando cinquanta pecore. Il procedimento dura cinque anni. Il 20 novembre 1971, il Tribunale civile di Catania respinge la richiesta di risarcimento danni.

Su Pier Paolo Pasolini regista e documentarista

 

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