Pagate più tasse/ le tasse fan bene/ ...o forse no/

 Quale popolo al mondo paga più volentieri le tasse?

I tedeschi, e non dovrebbe essere una sorpresa. Secondo i luoghi comuni, rispettano le leggi, obbediscono agli ordini, sono ordinati e corretti.

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Posso assicurare che non è così: se potessero, evaderebbero come noi, e almeno a Berlino attraversano con il rosso, a piedi o in bicicletta, non in auto. Pago da oltre trent'anni le tasse in Germania, e quindi honoris causa mi sento coinvolto nel sondaggio svolto dal Basel Institut of Commons und Economics. Sono stati interrogati 16 mila cittadini di 141 paesi e, in una scala da uno a dieci, l'«accettazione» delle tasse per i tedeschi ha raggiunto il sette, al secondo posto a sorpresa si piazza la Cambogia con il 6,8 e al terzo gli austriaci con il 6,4. Tra gli ultimi i paesi dei Balcani: la Serbia con il 4,1, il Montenegro con il 3,9, la Macedonia con il 3,2. E l'Italia? I risultati saranno pubblicati in marzo, la Dpa, l'Ansa tedesca, ha divulgato un'anticipazione e si è dimenticata di noi, cosa ormai consueta nei sondaggi. Presumo che stiamo nel mezzo, né tra i buoni, né tra i peggiori, e mi sorprende già di non essere in fondo alla classifica.

Nel lontano 2007, Tommaso Padoa-Schioppa osò dire alla radio che «pagare le tasse è una cosa bellissima», e fu sommerso dalle critiche, come certamente aveva previsto. La sua successiva spiegazione venne sempre dimenticata nelle citazioni. L'«accettazione» secondo i sondaggisti svizzeri, è ben diversa dal «piacere». Se potessero, anche i tedeschi evaderebbero ma sanno di rischiare molto, se si esagera si finisce in galera, l'evasione non viene considerata un KavalierdelikT, cioè una sciocchezza, e perderesti la stima di parenti e amici.

Dipende da che cosa si riceve in cambio di quanto versiamo al fisco. In un altro sondaggio, pubblicato dalla Bild, il 67% dei lettori si dichiarò contrario al taglio delle tasse. Se le casse statali sono vuote (come lo erano allora), e il Finanzamt incassa meno, verranno tagliati i servizi, a scapito delle classi meno fortunate. In Germania si praticano diversi «sconti» a seconda di come si spende, e del nucleo familiare, se si è pensionati o meno, che da noi non esistono o vengono ridotti e aboliti di anno in anno.

Per fare un esempio, io ignoro quanto pago per la spazzatura. A Berlino non è una tassa come da noi, ma un servizio. Lo paga il condominio che può anche concordare quanti bidoni siano a disposizione per i vetri o per i resti alimentari, o per la carta. Da noi si paga in base ai metri quadrati, non in rapporto all'immondizia reale. Mio nonno, esattamente un secolo fa, comprò un bosco sopra Cefalù, senza alcun valore, sedotto dalla bellezza (per 2.500 lire, circa 5 mila euro). Di generazione in generazione, è stato salvato dai vandali, dagli incendi dolosi, ma i miei cugini che lo hanno ereditato pagano oggi l'Imu per la modesta casa di contadini come se fosse una villa, e una cifra esosa per la spazzatura che nessuno raccoglie. Il primo bidone si trova a oltre quattro chilometri attraverso sentieri tra pini e querce, quindi dovrebbero essere esenti, ma il comune ha risposto che «in linea d'aria» si trovano a due chilometri e quindi «pagare e non protestare». Si presume che i miei cugini trasportino la spazzatura in elicottero.

Giustamente, nel sondaggio del Basel Institut si chiede anche quale sia il grado di fiducia nello Stato. Cosa si ottiene pagando le imposte? I tedeschi perdono una posizione con il 6,3 superati al primo posto dagli austriaci con il 6,8. La Macedonia è ultima con il 3,1. Padoa-Schioppa, scomparso nel 2010, era di Belluno, particolare non secondario, non aveva torto, ma viveva nel posto sbagliato, a Roma e non a Berlino.

Roberto Giardina

Roberto Giardina, dal 1986 in Germania, è corrispondente per il QN (Giorno-Resto del Carlino- La Nazione) e Italia Oggi. È presente su Berlin89 con la rubrica Pizza con crauti.  
Autore di diversi romanzi e saggi, tradotti in francese, spagnolo, tedesco. 

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