L'Italia attraverso gli scatti di grandi fotografi italiani e tedeschi

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A Milano dal 26 settembre al 27 ottobre la Gam (la Galleria d´Arte Moderna) ospita la mostra "Images of Italy. Contemporary photography from the Deutsche Bank Collection",

E' la prima in Italia che presenta una selezione di opere fotografiche della Deutsche Bank Collection, una delle principali collezioni a livello mondiale. Gabriele BasilicoFabbrica fotografia della serie Fabbriche Milano K20060668 Deutsche Bank CollectionGabriele Basilico Fabbrica fotografia della serie Fabbriche Milano K20060668 Deutsche Bank CollectionPossedere una collezione d’arte significa per un’azienda avere un assetto caratteristico, in grado di rafforzare il fattore competitività nel medio e nel lungo periodo; ma vi sono altri motivi che supportano tale scelta. Il rapporto che lega l’arte alle aziende non è solo di natura economica, perché esiste anche una prosperità culturale collegata al beneficio che una collezione d’arte può dare a un’azienda.

È il caso della Deutsche Bank, che di collezionismo di opere d'arte contemporanea vanta una lunga esperienza; difatti, dalla fine degli anni Settanta ha racimolato opere provenienti da tutto il mondo. Sono migliaia i lavori della collezione e la fotografia contemporanea occupa un ruolo centrale, orientata sia sull'arte italiana contemporanea (Carla Accardi, Gabriele Basilico, Luigi Ghirri, Mario Merz), sia sulla generazione più prossima (Massimo Bartolini, Armin Linke e Adrian Paci), fino ad accogliere opere di artisti nati dopo gli anni Ottanta, internazionali e tedeschi naturalmente.

Fondata a Berlino nel 1870, la Deutsche Bank ha come scopo iniziale lo sviluppo dei rapporti commerciali tra la Germania e i mercati internazionali. Nel Belpaese apre il suo primo ufficio di rappresentanza a Milano nel 1977. Oggi la Deutsche Bank oltre ad essere il primo istituto di credito tedesco vanta un ragguardevole patrimonio d’arte contemporanea.

Il legame tra istituti di credito e arte è tutt’altro che insolito. È vero che nel momento in cui si ode la parola “arte”, è quasi ovvio (quasi istintivo) rievocare opere godibili nei musei, nelle gallerie, e in tutti quegli spazi espostivi tradizionalmente aperti al pubblico; però che certi beni artistici siano fruibili anche grazie all’attività di collezionismo delle banche, o istituti di credito in generale, non è un pensiero altrettanto ovvio. L’arte come esercizio estetica è, nell’esperienza dei suoi fruitori, tenuta distante sia dal tran tran di tutti i giorni e sia dal micro o macro contesto economico-finanziario; e, invece, arte ed economia/finanza sono in realtà legate, a volte a filo doppio.

In passato accostare i concetti di arte e impresa era impensabile, perché considerati due settori diametralmente opposti e all’apparenza incompatibili. Sembrava che gli artisti avessero poco o nulla a che fare con la logica del mondo aziendale. Prima del 1940 le aziende cominciano a pensare all’arte come uno strumento di potere in grado di incrementare e promuovere la propria immagine. È con questa maniera che l’arte comincia a essere percepita interessante non solo dal punto di vista pubblicitario, ma anche per l’impatto sociale che scatena sui mass media.

Il legame che unisce l’arte alle aziende e, in particolar modo, alle banche, è un fenomeno nato dagli anni Sessanta del Novecento negli Stati Uniti, grazie alla poliedrica figura di David Rockfeller, magnate newyorkese e grande cultore d’arte. Nel corso degli ultimi quarant’anni il mercato dell’arte contemporanea ha subito una sostanziale revisione, passando da circolo ristretto di amatori a mercato industrializzato e soddisfa i gusti di un numero crescente di Papern de’ Paperoni, i cosiddetti high net worth individuals.

Bene ha fatto quindi la GAM (la Galleria d´Arte Moderna a Milano) che questa mostra - Images of Italy - offre un ricco panorama di immagini dell’Italia catturate dall’obiettivo dei più noti artisti italiani e tedeschi. Il visitatore si può così accostare alla storia e alla cultura italiane in modo diverso dal solito. È un percorso fotografico dedicato al turismo di massa e al retaggio del moderno, senza trascurare una riflessione sulla tanto amata bellezza classica dell'architettura e del paesaggio. Le opere di Images of Italy pongono in primo piano, oltre l’esperimento formale, una visione estetica e sociale dell’Italia.

(La mostra è visitabile da martedì a domenica dalle 9 alle 17.30.)

Luca Manduca
È nato a Catania nel 1974. Maestro d'arte e grafico pubblicitario, laureato in giurisprudenza, tutor di diritto e economia, conciliatore. Attualmente vive a Milano, collabora col Centro Studi Berlin89 e scrive per la rivista Berlin889.
Autore del libro "Una sana ossessione - Tra gli eroi, i luoghi e gli incanti di Chiamami col tuo nome - (Cavinato Editore)
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