Casa dolce casa - come deve cambiare la politica abitativa?

Classificazione: Intervista Welfare - Casa

Pagina 2 di 6: come deve cambiare la politica abitativa?

 Senatore accennava al fatto che la crisi economica e la globalizzazione hanno cambiato le modalità dell’abitare, di conseguenza, come deve cambiare la politica abitativa?

Secondo un rapporto Istat, nel 2015, l’80% degli italiani viveva in una casa di proprietà. Oggi, però, quel sistema non regge più perché non risponde alle esigenze abitative attuali.
La crisi economica ha peggiorato il quadro: sono diminuiti i redditi dei cittadini e la conseguenza è stato un aumento del disagio abitativo. Di fatto, l’accesso alla casa è diventato difficile per chi ha perso il lavoro ma anche per lavoratori con reddito medio dove i mutui si sono rivelati un peso insostenibile per molte famiglie che, comunque, allo stesso tempo faticano anche a trovare alloggi in affitto.

La politica abitativa pubblica, di conseguenza, non può più essere finalizzata ad incentivare l’acquisto della casa ma deve costruire le opportunità affinché le persone possano trovare case in affitto a canoni calmierati, in quanto questa è una risposta più consona alla domanda della società di oggi. Questo non vuol dire escludere l’acquisto ma e soprattutto che il ruolo del pubblico deve essere altro.

Bisogna trovare un metodo per garantire l’accesso alle case a canone sociale a persone che ne hanno bisogno, unendo risorse pubbliche, private e incentivi per le realtà che lavorano nel settore.

Qual è più in generale la situazione italiana?
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Fonte: berlin89 Dossier
https://berlin89.info/it/dossier-europa-menu/cose-di-casa.html
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