L’intricato rapporto tra Israele e Iran

Chi l’avrebbe mai detto che, Israele e Iran sono stati paesi amici. L'Iran fu dopo la Turchia, la seconda Nazione musulmana a riconoscere - marzo 1950 - lo Stato di Israele. Ai tempi dello scià Mohammad Reza Pahlavi, Israele collaborò alla realizzazione di progetti riguardanti le infrastrutture urbane e le politiche agricole dell’Iran.

Netanyahu 777Furono sempre gli israeliani ad addestrare le forze di sicurezza e i funzionari dell'intelligence iraniani. Il punto di svolta nelle relazioni tra Iran e Israele fu la Rivoluzione Islamica del 1979 con l’arrivo a Teheran dell’ayatollah Ruhollah Khomeini che, subito dichiarò gli Stati Uniti e Israele acerrimi nemici. Questo accadde praticamente da un giorno all'altro e per le diplomazie internazionali fu un colpo, uno shock senza precedenti.

La leadership di Teheran non riconosceva più il diritto di Israele all'esistenza, la lotta contro Israele diventò dottrina di Stato. Khomeini instituisce l’ International Quds Day, il giorno internazionale di Gerusalemme (Quds in arabo) che, si celebra nell’ultimo venerdì del mese sacro del Ramadan per esprimere il sostegno ai palestinesi e la lotta contro Israele. È guerra dichiarata oramai. Sono gli israeliani per primi a cominciare. Nel giugno del 1982 invadono il sud del Libano e si accaniscono contro la minoranza sciita: molti i morti.

L'ayatollah Khomeini reagisce inviando un contingente di Pasdaran, il Corpo delle guardie della Rivoluzione islamica, le quali in tempi brevissimi danno vita a un gruppo paramilitare che, chiamano Hezbollah (“Partito di Dio”) il quale successivamente diverrà anche un partito politico. È la milizia militare Hezbollah che, inizia una “guerra” di logoramento fatta di attentati e di manifestazioni che, sarebbe culminata due decenni dopo con il ritiro di Israele dal Libano. Oramai il Giorno di Al-Quds (Gerusalemme), viene ricordato in ogni parte del globo dove è forte la presenza sciita: slogan contro Israele e di sostegno ai palestinesi.

Israele, a sua volta, dichiara la Repubblica degli ayatollah la più grande minaccia alla propria sicurezza, la culla del terrorismo antisionista. Accusa l’Iran di fornire armi e munizioni ad Hamas e alla Jihad Islamica nella Striscia di Gaza e agli Hezbollah in Libano. Allo stesso tempo lancia attacchi aerei contro i gruppi filo-iraniani in Libano, Siria e Iraq.

È tutto un botta e risposta a colpi di mortaio che, prosegue negli anni senza soluzione di continuità. Resta comunque singolare il rapporto tra questi due popoli, almeno così pare leggendo un sondaggio - autunno 2024 - dell’Università ebraica di Gerusalemme dal quale emerge che, sia gli israeliani che, gli iraniani sono alquanto scettici all’idea di confrontarsi con le armi e che, sovente in entrambi i paesi si levano critiche sulle dimensioni e il numero dei morti provocati delle rappresaglie.

Rimane storico - guerra Iran-Iraq (1980-1988) – il sostegno in armi che Israele fornì agli ex amici per impedire che, Saddam Hussein conquistando l’Iran diventasse per Israele una presenza ancora più ingombrante oltre che pericolosa. I “maligni”  sostengono invece che l’aiuto era finalizzato a dimostrazione dell’efficienza dei loro armamenti, per creare un business per l'industria bellica israeliana.

Fonte: Tratto da un capitolo di:  INCREDIBILE, Bombe - Iran - USA. Tutti i rischi di una guerra nucleare . Vincenzo Maddaloni. Novembre 2025 .


copertinaLa prima parte del volume sviluppa un’analisi ampia e stratificata delle recenti trasformazioni mediorientali, inserendole in una cornice che combina prospettiva storica, ideologia e dinamiche del potere globale. Maddaloni mette in discussione le narrative prevalenti , evidenziando la stratificazione di interessi politici, militari e culturali che alimentano il conflitto tra Israele, Iran e gli attori regionali e internazionali coinvolti.

 

 

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