Milano mantiene il primato europeo per il costo degli affitti

Il capoluogo lombardo è risultato più cara di Madrid, Vienna, Rotterdam, Bruxelles e Berlino per quanto riguarda gli affitti di monolocali.

milano affittiPrima alcuni numeri del centro studi del portale Idealista. Milano è la città più cara per gli affitti: la media è di 18 euro a metro quadrato contro una media nazionale di 8,8 euro. A Roma ci si ferma a 13,5 euro, a Napoli il costo è di 10,9 euro, a Bologna si arriva a 12,4 euro. E il trend non sembra conoscere pause. L’incremento dei prezzi nell’ultimo trimestre è stato del 3,4 per cento. Su base annuale l’aumento è stato del 5,8 per cento. In alcuni quartieri l’incremento annuale è stato a due cifre. Al primo posto Lorenteggio-Bande Nere con un incremento del 14,2 per cento. Se un anno fa affittare un appartamento in zona costava 13,2 euro a metro quadrato, adesso si arriva a 15. Segue il centro storico con una variazione dall’anno scorso a oggi dell’11 per cento. Costo a metro quadro: 24,2 euro. Un anno fa era di 22,9. Anche la zona Certosa ha fatto un balzo in avanti del 10,3 per cento, 14,8 euro rispetto a 13,4. Poco più indietro l’area tra i Navigli e la Bocconi con un incremento del 10,2 per cento. Affittare un metro quadro costa 20,1 euro. Nel 2017, 18,2 euro. Sempre a due cifre la crescita della zona Cermenate-Missaglia con il 10,1 per cento di incremento. In soldoni, si passa dai 14,6 euro del 2017 ai 16 euro del 2018.

Quello del costo degli affitti è un enorme problema per chi, soprattutto giovani, precari e anziani, deve far fronte a un esborso pari a quasi due terzi dello stipendio o della pensione. Tuttavia, nell’ultimo anno, le richieste di affitto sono cresciute in tutta Italia, ma Milano batte tutte le altre città con un incremento annuale del 3,1 per cento. Su Immobiliare.it, le ricerche per un appartamento in affitto su Milano sono il doppio rispetto a quelle per l’acquisto.

Per la cronaca, con 825,12€ al mese Milano è risultata più cara di Madrid, Vienna, Rotterdam, Bruxelles e Berlino per quanto riguarda gli affitti di monolocali, fermandosi solo 5€ dietro a Barcellona. Se si parla di camere, invece, Milano è di gran lunga la più cara del campione con 594€ al mese, quasi 50€ in più della seconda più costosa, Berlino.

Anche altre città europee negli ultimi anni hanno visto una crescita sproporzionata rispetto al normale: ad esempio Berlino, che nel corso degli ultimi decenni era stata meta di una consistente immigrazione giovanile anche grazie al costo relativamente basso degli affitti, dovuto alla particolare storia della città. Nella capitale tedesca però, dal basso, si è deciso prendere in mano la situazione.

È stata infatti proposta una campagna referendaria che ha come scopo ultimo la statalizzazione di 200 mila appartamenti. L’idea è semplice: visto che alcune aziende sono proprietarie di grandi quantità di immobili — ad esempio Deutsche Wöhnen, che in città ne possiede addirittura poco meno di 100 mila  — si creerebbe una legge per cui le case diventerebbero di proprietà di un’apposita agenzia comunale.

milan affitti

Anche Milano ha a disposizione un’agenzia comunale con la quale cercare di tamponare l’emergenza abitativa della città: il Comune di Milano, il Sunia e associazioni degli inquilini stanno provando a mettere un po’ d’ordine rendendo più diffusi i contratti a canone concordato, contratti 3+2 a prezzi calmierati con vantaggi fiscali per i proprietari. A conti fatti, nonostante il prezzo d’affitto più basso, alla fine quello che entra in tasca al proprietario è più meno la stessa cifra di un affitto a prezzi di mercato. A Milano, però, contratti di questo tipo si contano sulla punta delle dita. Da giugno 2015 a oggi si è arrivati solo a 2mila contratti calmierati su 30mila intermediazioni annue. Il timore dei proprietari è anche che agevolazioni, come quella sull’Imu, non vengano garantita dal Comune per tutta la durata del contratto.

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