Nei mattatoi i tedeschi riscoprono l'orrore

Il più grave focolaio da Covid-19 in Germania è scoppiato nel più grande macello del Paese, Tönnies a Rheda-Wiedenbrück in Renania settentrionale Vestfalia da dove con la pandemia è emerso un sistema di sfruttamento industriale con i lavoratori trattati come schiavi. Chi è il "barone" della carne Clemens Tönnies additato dai sindacalisti per le pessime condizioni di lavoro, dagli animalisti per il cattivo trattamento del bestiame, dagli ambientalisti per l’alto tasso di inquinamento, dai salutisti per la bassa qualità dei prodotti alimentari venduti a prezzi stracciatissimi. I"lavoratori provenienti dall’Est Europa dormono in un’unica stanza e in sessanta dividono bagno e cucina", in quello che il quotidiano di Monaco Süddeutsche Zeitung definisce "Uno Stato nello Stato".

di Lina Verschwele

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Una silenziosa preoccupazione da pandemia all'italiana

La pandemia in giro per il mondo/Il Coronavirus, visto da Berlino

Salvatore Trapani che conosce la capitale tedesca fin nelle pieghe come pochi altri rivela che,  "tutto quello che i berlinesi potevano fare nel loro tempo libero in città, ancora prima del Coronavirus, può ancora essere fatto in piena pandemia. Altro che quarantena all’italiana, con video di sindaci sbraitanti e le delazioni ai furbetti che glissano leggi e comandamenti o ramanzine da facebook.".

di Salvatore Trapani

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«Germania egoista, meschina e vigliacca», parola di Der Spiegel

Va giù duro il settimanale tedesco con la più grande tiratura in Germania, l'unica voce della stampa mainstream a schierarsi a favore degli eurobond perchè - sostiene il settimanale - non c'è altra forma per poter affrontare questa crisi. La Cancelliera doveva dichiararlo a chiare lettere invece ha tergiversato ricordando che gli italiani non sono mai stati in grado di gestire il proprio denaro e che qualsiasi concessione a loro e agli spagnoli  "ci suonerebbe come una sconfitta", scrive del Spiegel. Pertanto, la Cancelliera "non avrebbe mai dovuto spingersi cosi' lontano", conclude il settimanale 

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Quanti tedeschi sono contro i coronabond? Quasi tutti

SOSTIAMO DOVE GLI ALTRI TIRANO DRITTO

Vogliono “legare i debiti europei del Coronavirus alle nostre gambe”. Jörg Meuthen, lo dice a chiare lettere quello che pensa e che tanti politici tedeschi pensano, ma non lo dicono. Meuthen è uno dei leader storici di AfD, rappresenta l'anima piu' professorale e liberale di Alternativa per la Germania Alternative für Deutschland abbreviato in AfD il partito in travolgente ascesa, che alle ultime elezioni ha raccolto il 23 per cento dei voti.

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Lo spirito di patate degli olandesi su «Italian drama!»

La pandemia in giro per il mondo/Il Coronavirus, visto da Amsterdam

L'Olanda, conosciuta per la sua linea di eccessiva «anti-solidarietà» con i Paesi del Sud, in genere segue scodinzolando Berlino, insieme agli alleati austriaci e finlandesi. Pertanto nel corso dello scontro nell’ultimo summit Ue dei 27 capi di Stato e di governo, il ministro delle Finanze olandese, Wopke Hoekstra, si è distinto più di ogni altro con il suo roboante "no" alla richiesta di Italia, Spagna, Francia e vari altri Paesi di introdurre i Coronabond come nuova forma di condivisione del debito. Vediamo se gli olandesi cambieranno idea (è questione di giorni) quando anche da loro il contagio da coronavirus raggiungerà il massimo.

di Maria Panattoni

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Il musicista che filmando treni e vagoni s’inventò Metropa

E’ Stefan Frankenberger artista viennese che con il suo universo di rotaie e locomotive in corsa progetta di ricongiungere le città europee con una rete ideale di super-metropolitane ad alta velocità, che ci connettono e riconnettono alle reciproche culture riducendo di molto le distanze mentali.

di Salvatore Trapani

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"Non eravamo nulla. Siamo diventate tutto", l'8 marzo parla tedesco

Il 26 agosto del 1910, sette anni prima dell’inizio della Rivoluzione Russa, la marxista tedesca Clara Zetkin propose al Secondo Congresso Internazionale delle Donne Socialiste a Copenhagen che ogni anno si tenesse una Giornata Internazionale della Donna. Scelsero l’8 marzo per commemorare la “Rivoluzione di Marzo” del 1848 in Europa, quando le monarchie furono costrette ad accettare nominalmente il suffragio universale.

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"Non voglio che prendiate le mie infermiere". Tedeschi a bocca asciutta, ma gli stipendi sono da fame

Da un po' di tempo prima che "scoppiasse" il coronavirus il ministro della sanità Spahn gira l'Europa del sud e dell'est in cerca di infermieri da portare in Germania. Di fronte a questa nuova forma di colonialismo demografico dei paesi forti dell'eurozona, tuttavia, c'è anche chi ha il coraggio di dire di no. Il presidente serbo Vučić si rifiuta di consegnare le infermiere serbe e interrompe la collaborazione con il governo di Berlino. Stipendio offerto? 650 euro al mese per 50 ore di lavoro a settimana, in pratica tre euro all'ora. L'esperienza delle nostre infermiere.

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