Quella Rivoluzione di Velluto che da 30 anni è il brand di Praga

Sono stati gli studenti, l'intellighentsia, gli scampati alla repressione del Sessantotto, i figli di quelle vittime, i superstiti della “Primavera” arrotata dai carri armati sovietici, i veri protagonisti delle manifestazioni di protesta. Il leader morale di quella “Rivoluzione” non è stato un operaio, come l’elettricista Walesa in Polonia, bensì un intellettuale, un commediografo, quel   Vaclav Havel che passò in carcere la gran parte degli ultimi dieci anni di comunismo.  

di Vincenzo Maddaloni

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Michail Gorbaciov che ha fatto la Storia del Novecento

di Giuseppe Vacca

Quel secolo è stato definito «breve», proprio per avere egli fermato le lancette dell’orologio che ne segnava la durata alla fatidica data del 9 novembre 1989. La risoluzione pacifica dell’ultima crisi berlinese con l'abbattimento del Muro fu  dovuta interamente al Premier sovietico. E grazie sempre a lui si ebbe lo sganciamento progressivo e senza traumi degli Stati dell’Europa centro-orientale dal Patto di Varsavia, E la fine della "Guerra Fredda". Malgrado la sua sconfitta, il suo progetto politico sul «nuovo modo di pensare» merita di essere riconsiderato perché estremamente attuale.

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A 30 anni dal crollo del Muro la Germania resta divisa

di Vincenzo Maddaloni

Le celebrazioni di questi giorni a Berlino sono incongruenti poiché i cittadini dell'ex DDR rimangono discriminati, di seconda classe, con minori posti di lavoro, e salari inferiori rispetto ai tedeschi dell’Ovest. Più che un’unificazione è stata un vera e propria annessione economica da parte della Germania occidentale.

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Su due o tre cose del Muro è sconsigliato parlare

di Vincenzo Maddaloni

A rieccoli i "celebratori" di anniversari che si alternano nelle librerie per le presentazioni dei loro volumetti confezionati per ogni circostanza. In genere sono persone che si declamano storici o testimoni della storia, e nella realtà non lo sono o lo sono soltanto in parte. 

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L’integrazione dei migranti in Germania? Fatti e non chiacchiere

 Oggi la Germania ha una delle legislazioni più permissive per l’immigrazione di lavoratori  qualificati. Dal 2013, come nel resto d’Europa, è stata introdotta la “Blue Card”, legata a uno stipendio minimo e al titolo di istruzione.Le leggi sul lavoro di molte regioni tedesche prevedono che i datori di lavoro con posti disponibili siano tenuti a cercare un candidato tedesco prima di assumere un migrante. Il paradosso è che uno dei principali motivi della disoccupazione interna del paese è che spesso non tutti i cittadini tedeschi sono disposti a cambiare regione per trovare un lavoro. 

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