Si chiama Amur l'«ombrello» che protegge Mosca

La Russia ha testato un nuovo missile per il sistema di difesa anti-balistica (ABM) della regione di Mosca, il missile “Amur”. Rimpiazza l’ormai vecchio PRS-1 sovietico, entrato in servizio dal 1979. Si tratta di uno dei più potenti e costosi sistemi di difesa aerea della Russia.

di Paolo Molina

Quando c'era l'Unione Sovietica: la difesa aerea di Mosca

Questo nuovo missile anti-balistico ha le stesse dimensioni e il medesimo peso del modello precedente. La differenza principale si trova all’interno del missile, dotato di motori, tecnologie e specificità tecniche moderne, che gli consentono di volare a velocità ipersoniche (4 km al secondo o approssimativamente 14.500 km all’ora). I nuovi dispositivi consentono di intercettare ogni potenziale attacco aereo, missili balistici intercontinentali, missili da crociera e bombardieri di quinta generazione.

Secondo i progettisti, questo sistema è in grado di annientare i bersagli a più di 800 km di distanza, ad altezze variabili tra i 5 e i 70 km. Possiede la stessa potenza di fuoco delle vecchie testate nucleari e sovietiche: 10 kiloton.

E questa è solo una minima parte del grande ombrello ABM che copre Mosca.

Gli occhi dell’ABM

Le informazioni provenienti dai radar di tutto il paese arrivano direttamente nel centro di comando della capitale, mettendo in allerta sulle potenziali minacce aeree.
“Qualsiasi segnale di allarme sarà trasmesso alla centrale di difesa antimissile e alla stazione radar Don-2N nella regione di Mosca”, ha spiegato l’analista militare della Tass Viktor Litovkin.

Secondo Litovkin, il Don-2N sarebbe in grado di attivare tutte le unità di difesa aerea della regione di Mosca.

“Inoltre i cieli di Mosca sono sorvegliati dagli aerei Sukhoi Su-30MS, Su-35, Mig-29 e MiG-31 - ha osservato Litovkin -. Essi sono sistemati non solo fuori Mosca, ma anche nelle regioni limitrofe”.

Fonte: https://it.rbth.com/scienza-e-tech/81168-la-russia-ha-testato-labm

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Un curioso conflitto diplomatico

La comparsa dell’Amur è associata a un curioso conflitto diplomatico. Nel 1970, URSS e Stati Uniti avevano accumulato abbastanza testate nucleari per distruggere esse e il resto del mondo più volte, e quindi avevano cercato la difesa contro i missili nemici. Tuttavia, si scoprì che la difesa antimissile aumentava paradossalmente il rischio di guerra nucleare. Un Paese con difesa antimissile ha incentivo ad effettuare un attacco preventivo sull’arsenale nucleare del nemico: meno può lanciare missili in risposta, maggiore è l’efficacia della difesa missilistica. Inoltre, i sistemi d’intercettazione missilistica minano la dottrina della distruzione reciproca garantita, vale a dire, il freno principale alla Terza Guerra Mondiale. Di conseguenza, Mosca e Washington conclusero un accordo sulla limitazione dei sistemi di difesa antimissile. Ogni Paese aveva diritto di dispiegare la difesa antimissile in un’area dal raggio di 150 chilometri. L’Unione Sovietica copriva Mosca, gli Stati Uniti la posizione di lancio dei loro ICBM nel Nord Dakota. Per i creatori dell’A-135, il contratto diede molti problemi, poiché il progetto già esistente del sistema dovette essere ampiamente ridotto, adattandosi agli accordi internazionali. E gli Stati Uniti dopo 20 anni lasciarono l’accordo.  

   USA: Safeguard Program

Il Safeguard Program era un sistema missilistico anti-balistico dell'esercito degli Stati Uniti sviluppato durante la fine degli anni '60. Richard Nixon 

https://en.wikipedia.org/wiki/Safeguard_Program


 This video was created for a kiosk located at Fort Bliss, as part of an exhibit on the Safeguard Missile Program. The Safeguard Program was a United States Army anti-ballistic missile system developed during the late 1960s to protect U.S.


 Stanley R Mickelsen Safeguard complex aerial 1000

Stanley R Mickelsen Safeguard complex grass

Stanley R Mickelsen Safeguard complex manhole 1000

 

Mai riuscito a rispondere compiutamente alle uniche importanti domande della vita: “quanto costa?”, “quanto ci guadagno?”. Quindi “so e non so perché lo faccio …” ma lo devo fare perché sono curioso. Assecondami.

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