L'Italia verso la tempesta perfetta e la Germania tace

L'economista Heiner Flassbek spiega perché sull'Italia si sta addensando una tempesta perfetta e perché il governo tedesco preferisce tenere un basso profilo e lasciare il lavoro sporco alle istituzioni europee. 

tempesta trumpIl disegno è opera di David Plunkert, “Blowhard,” The New Yorker, August 28, 2017. Art Director: François Mouly. Courtesy of the artist.

 Anche se i media  tedeschi "mainstream" da settimane commentano con la bava alla bocca, la politica è rimasta sorprendentemente silenziosa. Va pure ricordato che un'Europa in pezzi giova soprattutto all'America di Trump. 

Il fatto che l'ultimo socialista francese con un alto incarico politico, sia il anche il boia dell'Italia, è più che tragico. Ci mostra il modo in cui alla fine i socialdemocratici cadranno in rovina: per la paura che hanno del neoliberismo. 

 Pierre Moscovici, che nel suo ruolo di Commissario europeo per gli affari economici e finanziari potrebbe essere l'ultimo socialista francese a ricoprire un alto incarico politico, insieme al vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, ha scritto una lettera.

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Nel matrimonio gay c'è vera uguaglianza tra i coniugi. E' vero?

E'finita l’era del sesso debole e di quello forte, del completamento dell’uomo attraverso la donna e viceversa? Finita l’era dei ruoli distinti? Il dibattito continua lacerante e Berlino ne è lo scenario ideale.

Berlino, la capitale della Germania, ha una comunità LGBT attiva e con una lunga storia alle spalle.

tratta da filmIn città vi sono molti quartieri gay ed il più grande di loro Schöneberg, è anche il primo al mondo per ampiezza. Di conseguenza è il centro europeo di riferimento anche per quanto il dibattito sofferto sul riconoscimento dello Stato del matrimonio tra omosessuali, ossia il “diritto d’amare” al centro di un confronto lacerante. L'autore di questo articolo Claudio Antonelli è contro le "nozze gay" e ne spiega il perché non senza toni sarcastici e dimenticando per esempio le persecuzioni naziste delle quali furono vittime gli omosessuali.

Lo pubblichiamo per diritto di cronaca, ricordando che l'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione

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Quegli ufficiali tedeschi comunisti per caso

 Sono“traditori o eroi?”  i tedeschi si assillano. È un dilemma che gli italiani faticano a comprendere poiché non rientra nella nostra dimensione culturale.

ufficiali tedeschi est

I tedeschi continuano  chiedersi se Heinrich Graf von Einsiedel, pronipote del cancelliere Otto von Bismarck debba essere considerato un traditore o un eroe? E’ un tormentone che in Germania si trascina da più di quarant’anni. Infatti risalgono al 1973, in piena guerra fredda e con il paese diviso in due parti, le sei pagine che il settimanale Die Zeit dedicò alla questione, la quale non si è ancora conclusa e che ogni tanto riaffiora.  

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Due millenni di memoria europea. In testa c'è il Muro

La storia dell'Europa è incredibilmente complessa. Mentre ci sono rare eccezioni come Andorra e il Portogallo, che hanno avuto confini stabili per centinaia di anni, i confini nell'Europa sono cambiati di mano innumerevoli volte.

 

 

Il video offre un panorama sulla storia europea a partire dal 400 A.C.
Gli imperi nascono e si sbriciolano, le invasioni attraversano il continente, e i confini dei paesi moderni cominciano lentamente a prendere forma in un scenario drammatico quasi permanente.

  Di seguito sono riportati i punti salienti che hanno rivoluzionato i confini dell'Europa

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È Berlino che spalanca orizzonti e sgrassa il cervello

È anacronistico associare la capitale tedesca a parole come Nazismo, Hitler, Muro e Guerra Fredda, perché questa città è un ventaglio variopinto. Con una Memoria di ferro.

berlin4© courtesy of  Graziano Arici

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Erinnerungskultur. Trent'anni dopo die Berliner Mauer

Per il trentesimo anniversario del crollo del Muro di Berlino (die Berliner Mauer), quello che per il governo tedesco orientale che lo eresse era l'Antifaschistischer Schutzwall, la Barriera di protezione antifascista.
Un muro che divise in due la città di Berlino per 28 anni: dal 13 agosto del 1961 al 9 novembre 1989, il giorno nel quale il governo della DDR decretò l'apertura delle frontiere con la Repubblica federale.
Yalta
 
Fu un evento epocale e gioioso che suggellò non soltanto la fine della Capitale divisa e con essa della Germania, ma di un'Europa spaccata in due.  Il Muro rappresentò il grande simbolo, il punto focale della Guerra Fredda tra gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica, e il suo crollo  segnò anche la fine del comunismo nell'Europa orientale.
Eppure, dalla Riunificazione del 1990, la società tedesca si sta trovando, oggi più che mai, a doversi confrontare con un problema "imprevisto": e cioè con la totale rimozione della barbarie nazista da parte del corpo sociale che viveva nella Germania Est.
 
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Ma a ben pensarci la causa ha radici profonde

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