Onore ai pensionati rampanti di Germania

I «Silver worker», i lavoratori con i capelli bianchi sono molto utili alle imprese che non trovano apprendisti. Questo spiega anche perché siano aumentati. Dieci o quindici anni fa non erano richiesti.

La Germania è un paese ingiusto, dove i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri aumentano. Certamente è un paese capitalista e le ingiustizie sociali esistono, ma il quadro dipinto da chi non ama i tedeschi è a tinte troppo forti. Un milione e 400 mila pensionati continuano a lavorare, il doppio rispetto al 2003. E Sabine Zimmermann, deputata della Linke, il partito dei post comunisti, si allarma: «Non possono godere del meritato riposo perché le pensioni sono troppo basse e hanno bisogno di integrarle». Ma sono una minoranza, secondo un sondaggio condotto tra i diretti interessati.

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Perché non restate a casa a godervi la vita?, era la prima domanda. Il 97% ha risposto: «Der Spaß an der Arbeit», cioè perché mi diverto a lavorare (era possibile dare più motivazioni). Subito dopo, con il 96%: «Per mantenere i contatti con gli altri». A seguire, il 90% ha detto: «Per rimanere in forma»; l'81%: «Per avere la sensazione di essere ancora utile»; il 79%: «Per avere ancora una sfida da affrontare». Ed ecco, infine, al sesto posto, con il 74%, la risposta: «Per continuare a guadagnare». Seguono poi: «Per acquistare ancora esperienza»; «Per avere una giornata bene organizzata»; «Per continuare a imparare» e, con il 19%, in coda: «Perché a casa mi annoio».

Quanti non hanno voglia di stare a casa davanti alla Tv o a curare il giardino, se ce l'hanno, sono poco meno del 10% dei pensionati tra i 64 e i 74 anni. In nessun altro paese dell'Unione europea sono così tanti. La Germania prima della classe è in realtà un povero paese? Naturalmente, chi ha svolto lavori usuranti non torna in fabbrica, alla catena di montaggio. Tra questi, lavora meno del 5%, e si può presumere che lo faccia per motivi economici. Tra chi lavora, la percentuale di quanti hanno un titolo di studio è elevata, il 30% ha almeno la licenza liceale. E, infine, pochi pensionati lavorano a tempo pieno, o sono disposti a fare straordinari.

I «Silver worker», i lavoratori con i capelli bianchi, scrive Die Welt, sono molto utili alle imprese che non trovano apprendisti. Questo spiega anche perché siano aumentati. Dieci o quindici anni fa non erano richiesti. Oggi, le aziende al momento della pensione fanno allettanti proposte per convincere i dipendenti con più esperienza a rimanere. La situazione potrebbe cambiare rapidamente nel prossimo decennio. Nel 2030 si potrà andare in pensione solo a 67 anni. L' età è andata aumentando di un mese all'anno, dai 63 anni che era il limite in un recente passato.

Un aumento graduale e non dall'oggi al domani, come è avvenuto da noi. Ed è prevedibile che in futuro aumentino quanti torneranno al lavoro per necessità economica. Progressivamente si va abolendo anche lo «sconto fiscale» a favore dei pensionati: fino a una quindicina d'anni fa pagavano le tasse sulla metà dell'imponibile, ma il privilegio va diminuendo al ritmo del 2% all'anno, finché scomparirà. E, problema grave, a causa dei tassi d'interesse quasi a zero i fondi integrativi per le pensioni non rendono, e molti tra una decina d'anni si troveranno con una rendita quasi pari al limite di povertà. Frau Zimmermann oggi ha torto, ma domani potrebbe avere ragione.

Roberto Giardina

Roberto Giardina, dal 1986 in Germania, è corrispondente per il QN (Giorno-Resto del Carlino- La Nazione) e Italia Oggi. È presente su Berlin89 con la rubrica Pizza con crauti.  
Autore di diversi romanzi e saggi, tradotti in francese, spagnolo, tedesco. 

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