Difficile da capire dove si fonda l’euforia del governo italiano giallo verde che in questi giorni parla di ripresa, se la nostra economia è legata a doppio filo con quella dei nostri vicini oltre le Alpi.
Arminio civis romanus, con il suo tradimento è il primo esempio del tempestoso rapporto italo-germanico nel quale gli italiani - dal 50 prima di Cristo - figurano pervasi di un’inguaribile propensione ai giri di valzer e ai mutamenti di campo. Alfredo Venturi ripercorre le cronache di questo rapporto che s’inizia ai tempi di Giulio Cesare soffermandosi ogni volta su quei luoghi comuni che da più di duemila anni caratterizzano le relazioni tra i due popoli amici o rivali, secondo il vento che tira.
Così è definito dai suoi sostenitori che vogliono creare una «piccola Manhattan» in un quartiere periferico di Madrid che inevitabilmente stravolgerà la vita del madrileni. E' un esempio che non andrebbe imitato, ecco spiegato il perché.
I nostri media hanno fatto finta di ignorare, un perché Ursula von der Leyen - una delle più ferventi sostenitrici della Nato- è stata eletta presidente della Commissione europea.
In politica Ursula von der Leyen è stata prima ministro della Famiglia, poi del Lavoro e infine della Difesa. Già candidata per la presidenza della Nato, van der Leyen è di sicura osservanza atlantica e ha rivendicato un ruolo più attivo a livello internazionale per le Forze Armate tedesche.
Il Parlamento europeo ha votato la fiducia a Ursula von der Leyen, nuova presidente della Commissione europea. Un voto molto difficile, con uno scarto limitatissimo, che mette in evidenza i problemi e i contrasti che la nuova Presidenza si troverà dinnanzi nel suo procedere.
Che il lavoro salariato sia sempre più precario e più flessibile è dato per scontato. Sicché quando i politici di sinistra aprono le braccia ai profughi bollando come "gentaglia senza pietà" chi non condivide la loro scelta, l’impressione è che abbiano completamente perso il senso della realtà. Perché in gioco non c’è l’etica, ma la democrazia con un destino a fosche tinte che accomuna tutti, bianchi e neri, migranti e residenti.