Pagare più tasse fa bene alla pensione

I tedeschi sono pessimisti di natura.  Si giustificano con il “man weiss es nie”, il non si sa mai. L´imprevisto secondo il loro modo di pensare è sempre dietro l´angolo. E tra i motivi di ansia, guerra e terrorismo, una grave malattia, c´è appunto il timore per la pensione. Meglio pagare più tasse, dunque, o aumentare i contributi previdenziali.

pensionatoQuasi la metà dei tedeschi sarebbe disposta a pagare più tasse, anche il due per cento, per paura del futuro. Ma lo Stato dovrebbe garantire che l´extra sia desinato a rimpinguare le pensioni. A causa dei tassi d´interesse quasi a zero i fondi pensione non rendono, chi oggi ha meno di cinquant´anni teme di rischiare la povertà quando lascerà il lavoro.

I tedeschi, si sa, sono pessimisti per natura, e per esperienza storica. Loro ritengono di essere saggi. Il modo di dire preferito è “5 vor 12”, cioè mancano cinque minuti a mezzogiorno, quando dovrebbe giungere puntuale la catastrofe, l´apocalisse o, semplicemente, l´inflazione che divorerà risparmi e annullerà gli stipendi, come negli Anni Venti, o nel primo dopoguerra quando nel giro di una notte venne messo fuori corso il Reichsmark, e nacque il Deutsche Mark.

Eppure, secondo un sondaggio, i due terzi sono glücklich, che si potrebbe tradurre con felici, più fedelmente in questo caso con soddisfatti. Appena il 20 per cento è insoddisfatto.  Nonostante tutto, la situazione internazionale, l´economia che dopo dieci anni ininterrotti di sviluppo, incomincia a tirare il fiato (un aumento dello 0,8 nel 2019 invece dell´1,6 previsto ancora in autunno), non sono mai stati così bene dalla riunificazione. Il 28 per cento è sicuro che tra cinque anni sarà ancora più soddisfatto di oggi, il che mi sembra conoscendo i tedeschi un record di ottimismo. Il 50 per cento è sicuro che entro il 2024 non andrà né peggio né meglio.

Però, “man weiss es nie”, non si sa mai. L´imprevisto è sempre dietro l´angolo. E tra i motivi di ansia, guerra e terrorismo, una grave malattia, c´è appunto il timore per la pensione. Meglio pagare più tasse, dunque, o aumentare i contributi previdenziali.

I tedeschi si augurano (il 78 per cento) di avere uno Stato più forte che sia in grado di tutelare il benessere e la sicurezza dei cittadini. Una percentuale, dunque, che comprende anche i giovani. Il 77 per cento è favorevole a un sistema fiscale che colpisca più duramente i ricchi per ridistribuire equamente la ricchezza tra i più deboli.

E si pensa soprattutto alla fascia media dei contribuenti. Oggi, ritiene sempre la maggioranza, si fa abbastanza per i poveri, e per assistere i profughi, mentre si dimentica la classe media, quella che ha più timore di perdere il suo benessere un domani.

 E´ stato l´errore fatale di Martin Schulz, lo sfidante socialdemocratico alla Cancelleria, che nel 2017 condusse una campagna elettorale che sembrava ispirata ai “Miserabili” di Victor Hugo. Ma il proletariato in Germania è scomparso. Si dovrebbero rivedere invece le aliquote di chi ha un reddito lordo tra i 40mila e gli 80mila euro, i contribuenti che in percentuale finiscono per pagare più tasse.

Ma anche il governo rimane pessimista, o prudente, nonostante che anche nell´ultimo anno il bilancio sia in attivo. Il ministro delle finanze, il socialdemocratico Olaf Scholz, rimane duro come il suo predecessore, il falco Wolfang Schaüble, e non vuole finire in rosso.

Gli aiuti sociali entro il 2023 saliranno a quasi 200 miliardi di euro, il 53 per cento delle uscite totali. Per difendere lo “Schwarze Null”, lo zero nero, cioè almeno il pareggio, bisogna risparmiare in altri settori. Oggi va bene, risponde Scholz anche ai compagni che vorrebbero una politica più generosa per non perdere voti, ma domani? Quanto manca a mezzogiorno?

Ma si vota a maggio per le europee, in autunno in tre Länder della ex DDR dove si teme un´ulteriore avanzata dei populisti di destra, e Scholz è stato convinto ad allargare la borsa almeno per i pensionati. Anche a Berlino si è capito che il risparmio a tutti i costi, non sempre è un bene.

Dal primo luglio, 23 milioni riceveranno un aumento, del 3,18 per cento all´ovest, del 3,91 all´est. L´esborso sarà di 3,8 miliardi. Entro il 2024 si raggiungerà infine la parità tra tedeschi dell´ex DDR con quelli occidentali, con un aumento del 15 per cento all´ovest, e dl 20 all´est. Ma comunque non basterà: la pensione media in ogni caso raggiungerà il 48 per cento dell´ultimo stipendio.  

Roberto Giardina

Roberto Giardina, dal 1986 in Germania, è corrispondente per il QN (Giorno-Resto del Carlino- La Nazione) e Italia Oggi. È presente su Berlin89 con la rubrica Pizza con crauti.  
Autore di diversi romanzi e saggi, tradotti in francese, spagnolo, tedesco. 

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