I tedeschi spendono 2 miliardi all'anno per pulirsi il deretano

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Che cosa divide veramente gli europei? Le diverse politiche nazionali? Non sempre. Populisti e non populisti? Per saperlo i tempi non sono maturi. Lo spread? Dipende dal punto di vista. La lingua, il clima, usi e costumi, il cibo? Anacronismo puro. Ciò che davvero divide gli europei è il bidet.

BidetSi dice che gli inglesi sorridano alla vista di un bidet. Un atto d’incomprensione, questo, soprattutto quando gli italiani, varcando le Alpi, oltre al danno dell’assenza dell’indispensabile oggetto (il danno), devono anche subire la presa in giro dei barbari (la beffa).

L’attaccamento utilitaristico e (diciamolo pure) affettivo nei riguardi del bidet causa all’estero sorrisi di scherno (a voler pensare male) fino a vere e proprie prese in giro. Eppure tra luoghi comuni e leggende metropolitane il bidet per gli italiani (e pochi altri nel mondo) è tra i manufatti più ovvi della propria quotidianità e una sola giornata priva del suo impiego è quasi impensabile.

Informiamo gli europei sprovvisti (e forse anche sprovveduti) che il bidet (o bidè) è un aggeggio sanitario adoperato per le operazioni d’igiene intima, perciò non serve per coltivarci il basilico o la mentuccia né per allevarci pesci rossi come fosse un acquario alternativo e, infine, un grosso posacenere vantaggioso per quando “si va” in bagno.

Umiliato dai francesi, il nome bidet deriva guarda caso dal francese e tradotto indica anche “pony”, poiché ricorda la posizione che si assume quando si cavalca. E proprio dai cugini francesi questo strumento sanitario è stato inventato, con lo scopo di agevolare, presso le case di tolleranza, le prostitute nell’azione detergente tra un cliente e l’altro. In Francia il bidet fa la sua comparsa per la prima volta tra il Seicento e il Settecento, ma il suo successo fu breve e in una decina d’anni furono tutti dismessi.

Bidet caserta

In Italia prima si divulgò nel Regno delle Due Sicilie e più avanti nel resto della penisola. Nella metà del Settecento fu la regina di Napoli, Maria Carolina d’Asburgo-Lorena, a richiedere il bidet (nella foto) nel suo bagno personale alla Reggia di Caserta. Alla regina Maria Carolina era nota l’etichetta di “ausilio al lavoro meretricio” del bidet? Qui poco importa scoprire questo dettaglio, perché l’analisi in gioco è la futura espansione del bidet e il suo significato in termini di coesione europea. Oltre in Italia il bidet si è diffuso soltanto in Spagna e in Portogallo, mentre fuori dall’Europa è possibile trovarlo in America Latina e in Giappone (nel Paese del Sol levante il bidet è presente in forma di tecnologica toilette con molteplici funzionalità).

Agli abitanti del Belpaese la penuria della pregiata e “intima” ceramica rende difficile la lunga permanenza all’estero, pertanto agli italiani come consolazione non resta che guardare cosa di marcio stiano facendo gli altri condomini del pianeta Terra rispetto alla “questione bagno” delle proprie abitazioni. Nell’autunno dello scorso anno Bill Gates, il miliardario americano fondatore di Microsoft, ha dato fiato ai suoi pensieri in occasione della China International Expo, per esortare a migliorare le condizioni sanitarie e aggiornare l'impianto idraulico.

I media si stanno interessando all’argomento e s’interrogano sull’uso incontrollato (perché tra le quattro mura di casa), superficiale e irresponsabile, della carta comune a chiunque, cioè quella igienica. Dalla Cina a casa nostra (l’Europa) il passo è breve. E sul problema in questione il primo rimprovero è stato spedito ai (udite udite) tedeschi.

I luoghi comuni sui tedeschi sono leggendari: dall’impeccabile puntualità ed efficienza generalizzata all’immangiabile cibo, dall’incomprensione alla freddezza caratteriale, dalla mancanza di umorismo all’amore sfrenato per David Hasselhoff, dal desiderio di una vita all’aria aperta all’ antipatia per la propria capitale. Ma poco si sapeva sulla loro passione per la carta igienica che esigono profumata al limone, bianchissima, triplo velo, ultra soffice. Insomma della migliore qualità.

bidet 5Un’inchiesta di Jetzt, il magazine online della Süddeutsche Zeitung, ha rivelato che mediamente ogni famiglia consuma 93 rotoli all’anno, il che vuol dire un miliardo di foglietti ingoiati dallo sciacquone. Risultato? Ogni anno vengono abbattuti 600 mila alberi e vengono spesi due miliardi di euri perché i tedeschi possano pulirsi il culo e soddisfare la loro bizzarra passione. Per porvi rimedio Jetzt suggerisce di incentivare l'uso del bidet del quale ne usufruisce in Germania soltanto il 6 per cento della popolazione.

Notizia ghiotta per noi italiani che abbiamo subito suggerito l’uso del bidet - dal momento che siamo i produttori della ceramica dell'intimo - come la soluzione più economica, certamente migliore del waschlappen, una sorta di straccio a forma di guanto che viene usato mentre ci si fa la doccia.

Anzi, siccome la difesa dell’ambiente è un doveroso impegno universale e quindi le foreste vanno preservate. Siccome in molti dei paesi dell’Unione l’uso bidet è pressoché sconosciuto bisognerebbe imporlo a tutti.  Un compito che dovrebbe assumersi il nuovo governo dell’Unione Europea che nascerà dalle elezioni di maggio. Motivare il decreto legge sull'espansione del bidet come esempio di coesione europea, non può essere considerata una presa per il culo. Siete d’accordo?

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Luca Manduca
È nato a Catania nel 1974. Maestro d'arte e grafico pubblicitario, laureato in giurisprudenza, tutor di diritto e economia, conciliatore. Attualmente vive a Milano, collabora col Centro Studi Berlin89 e scrive per la testata giornalistica Berlin'89.
Autore del libro "Una sana ossessione - Tra gli eroi, i luoghi e gli incanti di Chiamami col tuo nome - (Cavinato Editore)
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