L'Arte, i colori e Auschwitz

Esiste una relazione tra l’arte del Novecento e la Shoah, lo sterminio di circa 6 milioni di vittime ebree da parte dei nazisti durante il secondo conflitto mondiale. Tra quegli innocenti, ci sono tantissimi artisti che avevano trovato spazio all’interno dei movimenti d’Avanguardia europei contemporanei. Pertanto  non solo le "parole" testimoniano le atrocità della soluzione finale, ma anche le immagini dipinte dai morti, dai “salvati”, dai sopravvissuti, le storie dei quali Salvatore Trapani raccoglie in questo libro per prolungarne la memoria.

 Boris Taslitzky Le petit camp à Buchenwald photo Adam Rzepka

Boris Talitzky, Il Piccolo Campo di Buchenwald, olio su tela, 194t5

Scrivendo i Minima Moralia, Theodor W. Adorno affermò che «scrivere una poesia dopo Auschwitz è un atto di barbarie»: un'espressione forte che lasciava intendere come gli orrori di una pagina così nera nella storia dell'umanità avessero ucciso anche l'arte.

Tuttavia, il bisogno di esprimere, di lasciare una testimonianza forte e vibrante per tramandare la memoria di quanto successo ha trovato nelle arti figurative un canale comunicativo straordinariamente efficace, non solo a opera di quanti vissero direttamente come involontari protagonisti la tragedia della Shoah.

Il primo nome che sovviene è quello di Mare Chagall, che fonde nelle sue opere archetipi cristiani ed ebrei in una rappresentazione fortemente iconica della nuova Apocalisse.
Ma pensiamo anche a Felix Nussbaum, David Olère, Zoran Mu- sic, Edith Birkin, Tamara Deuel e ai tanti altri le cui opere sono diventate un atto di testimonianza, un memento per far sì che quelle tragedie non cadano nel dimenticatoio.
Salvatore Trapani nel 2013 ha fondato, con Margherita Fontanesi, A.R.S. - Art Resistance Shoah, che grazie anche all'appoggio di Istoreco di Reggio Emilia, fin da subito ha perseguito una strada ambiziosa, certo, ma il cui significato ha una profondissima valenza etica: rafforzare ulteriormente la voce dei testimoni, cui certo non arride un'età verde, attraverso i "testimoni dei testimoni".
Attraverso cioè quegli artisti contemporanei che accettano una sfida impegnativa e drammaticamente coinvolgente e pervadente quale produrre arte per la memoria storica.
 
Ricordo con grande piacere la mostra collettiva In Absentia che il Museo di Correggio ha avuto il piacere e il privilegio di ospitare dal 19 gennaio al 9 febbraio del 2014 in occasione della Giornata della Memoria - International Holocaust Remembrance Day.
Un evento di segno nuovo rispetto al passa- to, che ha realizzato l'obiettivo di A.R.S. di fare emergere le sottili trame che legano i racconti dei sopravvissuti alle opere dei "testimoni dei testimoni" in una rete complessa e suggestiva di connessioni e interazioni. Giustamente Trapani scrive quanto sia «illuminante maturare con l'arte che affronti percorsi visivi di narrazione, commemorazione e di ammonimento ...
I percorsi scelti non sono certo agili, a portata di mano, dunque richiedono sforzi e impegno perché reclamano l'approccio filosofico, ma cre- scono nel cuore e siamone certi destinati a diventare condizionanti per un futuro memoriale come patrimonio di tutti».
ortona giorgio
Giorgio Ortona, Senza Titolo, 2013, matita e olio su cartoncino, 31 x 43,8
Non riporto a caso queste parole, queste frasi dell'autore, che già nel 2010 aveva pubblicato un'acuta riflessione su Auschwitz e la sua memoria; perché in esse si coglie con estrema chiarezza il valore emblematico del suo scritto: fornire una chiave di lettura per un approccio consapevole e critico al tema della produzione d'arte in memoria della Shoah. Partendo proprio dai racconti per immagini dei testimoni oculari, per giungere a quelli che sono definiti empatici, i testimoni dei testimoni, gli artisti contemporanei che hanno introiettato e fatto proprio il dovere morale di divenire cassa di risonanza per quanti non hanno potuto far sentire la loro voce o non riescono più a dare testimonianza.
Gabriele Fabbrici 
 

thumb Salvatore TrapaniL'autore Salvatore Trapani vive a Berlino dal 1998. Ha corrisposto per le pagine di cinema e cultura del periodico romano Shalom-Mensile e del quotidiano nazionale Il Giornale. Si occupa di memoria storica e arti visive cooperando come referente alla formazione per il Memoriale agli Ebrei uccisi d’Europa a Berlino, per il Memoriale dell’ex campo di concentramento femminile di Ravensbrück per l’Isituto Storico di Reggio Emilia, ISTORECO, dove ha fondato il progetto A.R.S. – Art Resistance Shoah. È anche autore di novelle (Edizioni Croce) e per saggistica (Editrice Viella). L'ultimo di cui si parla in questo articolo è "Di fronte alla Shoah" Corsiero Editore. Si chiama invece Denoument il suo sito tutto dedicato al Cinema.(https://www.denouement.it/).

 
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