L'Ucraina vista dall'India: Zelensky farà una brutta fine

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Quando si è iniziata l'invasione dell' Ucraina il presidente Zelensky ha promesso di difendere ogni centimetro del territorio. Ora appare aperto alle concessioni che inizialmente aveva rifiutato categoricamente, incluso l'abbandono dell'adesione alla NATO. Cosa è cambiato?


 Quest' articolo è apparso l'altro giorno su WION international, canale di notizie di attualità globale in lingua inglese con sede a New Delhi . [L'india 1 miliardo e 390 milioni di abitanti, è il 2º più popoloso dopo la Cina. N.d.R.]


Se si volesse semplificare si potrebbe dire che Zelensky abbia avuto un assaggio della realtà, ma non della guerra, e soprattutto della politica internazionale. Nonostante le indubbie qualità retoriche, che se ne sia già accorto o meno, e nonostante i numerosi segnali amici e nemici, Zelenski ha commesso almeno tre evidentissimi errori di calcolo:

  1. ha sopravvalutato il sostegno occidentale;
  2. ha sovrastimato l'importanza dell'Ucraina per l'Ovest;
  3. ha interpretato male le reali intenzioni di Putin.

Sopravvalutazione

Zelensky sapeva che l'Ucraina non poteva sconfiggere militarmente la Russia, era evidente per tutti gli analisti militari del mondo: le condizioni dell'esercito, le finanze, il territorio, tutto era contro di lui, ma Zelensky pensava di avere un asso nella manica quello dell'Ovest, e aveva buone ragioni per pensarlo.

L'amministrazione USA non ha rifiutato di garantire la neutralità dell'Ucraina, si è rifiutata di mantenere dov'era il fianco orientale della NATO, anzi lo ha ampliato, e ha inondato di finanziamenti e di armi leggere l'Ucraina a partire dal 2014.

Chiaramente l'amministrazione USA è stata anche prima di Biden parte in causa ma è stato Biden che ha investito sull'Ucraina come soggetto designato al contrasto della Russia.

Il 1 settembre 2021, settimane prima dell'inizio del dispiegamento di truppe russe alla frontiera, Zelinsky dichiara alla Duma:

"Sento che il presidente Biden - beh, non solo lo sento - ho sentito dire che sostiene personalmente l'Ucraina sulla questione dell'adesione alla NATO, ma è difficile per me dire quale sarà la strada"

Questo a settembre 2021, ma sei mesi prima, all'aprile 2021, cioè al primo dispiegamento russo alle frontiere. Ebbe a dire sul sostegno dell'America:

"Il presidente Biden mi ha assicurato che l'Ucraina non sarà mai lasciata sola contro l'aggressione russa. L'Ucraina non sarà mai lasciata sola."

Questa frase raccontava di una promessa seria, senza dubbio una speranza in grandi cose. Zelensky pensava che l'aiuto militare fosse solo l'inizio di qualcosa di più, che sarebbero arrivati più aiuti, più soldi e anche più protezione militare.

Invece sbagliava perchè soldi e armi erano il massimo che la NATO era disponibile a dare: gli alleati si rifiutavano di andare oltre questo.
Niente soldati a terra, niente aerei in prestito, nessuna no-fly zone, niente che potesse metterli veramente contro la Russia.

E lo stesso anche con le sanzioni: ancora oggi proprio in questo momento l'Europa sta ancora comprando petrolio e gas russi, mentre il resto è pura facciata e danneggia più gli europei che i russi.

È proprio cos'ì l'occidente ha portato coscientemente e scientificamente l'Ucraina a rifiutare ogni compromesso con la Russia, spingendo Zelensky a fare il grosso, promettendogli tutto il sostegno necessario.

Ma quando è arrivato il momento delle botte la NATO si è tirata indietro e si è limitata starsene a guardare.

Sovrastima dell'Ucraina

E questo risulta evidente quando presentava, ad orecchie distratte se non incredule, l'Ucraina come "lo scudo d'Europa":

"Per otto anni l'Ucraina è stata uno scudo! Per otto lunghi anni l'Ucraina ha trattenuto uno dei più grandi eserciti del mondo che si trova lungo i nostri confini e non i confini dell'Unione europea."

O quando dopo l'attacco russo del 24 febbraio a ancora diceva:

"i missili sono piovuti su Mariopol, non nelle città europee! Questi confermano che la sicurezza globale in Europa è impossibile se non si ripristinano la sovranità e l'integrità territoriale dell'Ucraina"

Sbagliato, o perlomeno lui si sbagliava. Già perchè per l'occidente l'Ucraina è in realtà tranquillamente sacrificabile e anche le promesse riguardo all'appartenenza alla NATO non erano roba seria. Per la politica occidentale l'ucraina era ed è stato solo uno strumento utile per irritare Vladimir Putin, e niente di più.

Zelensky non ha memoria o crede che il passato non ritorni? Facciamo un passetto indietro agli anni Ottanta, del secolo breve (cosi è denominato). 

Chi deteneva il potere negli USA di allora finanziò i mujaheddin per combattere l'esercito sovietico in ogni modo, ed essi divennero il simbolo del "popolo che lotta per la propria libertà", stiamo parlando dell'Afghanistan quello vergognosamente abbandonato da Biden e dimenticato dal mainstream e dal pietismo di tutti gli Stati occidentali.

Qual'era il motivo di questo supporto totale alla causa Jihadista? Forse perché l'Afghanistan era strategicamente importante per l'occidente? Ma quando , mai. Non lo era per nulla.
L'unico obiettivo era dare un po' di grattacapi ai sovietici e che ne uscissero col naso sanguinante.

Come l'Ucraina di oggi l'Afghanistan è stato anche un utile strumento, sacrificabile a lavoro finito.

E poi la storia si ripete identica con la Georgia: gli americani li hanno armati e riforniti alla fine del secolo scorso, hanno addestrato i loro soldati, hanno promesso l'adesione alla NATO, ma quando è scoppiata la guerra con la Russia la NATO si è tirata indietro.

Zelensky ha commesso lo stesso errore degli altri prima di lui: credeva che l'ucraina fosse una risorsa strategica per la NATO solo per scoprire adesso e nel peggiore dei modi che è solo un'altra pedina.

Le intenzioni di Putin

Zelensky non è riuscito a capire, o non ha voluto, le intenzioni di Putin, non si può biasimarlo, era ed è in buona compagnia.

Fino all'ultimo momento nessuno ha pensato che ci sarebbe stata una guerra. Tutti gli analisti dicevano che ci sarebbero state minacce, forse qualche tintinnio di sciabola, ma alla fine la Russia si sarebbe ritirata. L'opinione comune e si era al 28 gennaio, quando Zelensky invitava a non farsi prendere dall'isteria bellica:

"la sensazione dei media è che abbiamo una guerra, abbiamo truppe sulle strade, abbiamo gente in mobilitazione che sta andando da qualche parte, non abbiamo bisogno di questo panico".

Conclusioni:

Col senno di poi avrebbe dovuto prepararsi meglio e specialmente avrebbe dovuto considerare più seriamente le proposte di Putin.

Ma bisogna anche mettersi nei panni di Zelensky: aveva l'alleanza militare più potente del mondo che gli aveva promesso supporto militare, aveva armamenti freschi e tecnologicamente aggiornati e capitali che si riversavano ogni giorno nel paese, aveva dalla sua la promessa di "sanzioni senza precedenti" sulla Russia.

Non sorprende che Zelensky abbia deciso di combattere.
L'Occidente gli aveva promesso di lasciargli riprendere Donbas e Crimea, gli aveva garantito la sovranità, gli aveva garantito l'approvazione degli USA.
Ma al momento giusto tutti si sono rifiutati di combattere per lui. Questo non era mai stato nei patti. Ce l'aveva voluto vedere lui.

La storia giudicherà se è stato un ingenuo: che senso aveva per l'Occidente armare gli ucraini, rifornirli di munizioni e denaro, per poi andare combattere la guerra per loro?

Scomparsa la fanfara su Twitter e la gloria vittoriosa su YouTube ciò che rimarrà è che questa Ucraina dovrà accettare le stesse identiche condizioni che la Russia ha chiesto inizialmente.
Anzi, dovrà concedere ancora di più, perchè prima si accontentava della neutralità ucraina, mentre ora si prenderà anche i porti ad Est e i territori contigui alla Crimea. Sempre che si accontentino così.

Ma se guardiamo bene una differenza c'è: migliaia di innocenti ucraini saranno morti nel frattempo (e aggiungiamo noi milioni di rifugiati in Occidente).

 

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