La gatta cenerentola che attraversa i secoli e ancora piace

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In napoletano l’espressione “ti amo” non esiste, esiste “te voglio bene”. Poi c’è “l’ammore” al singolare. Come quello per Napoli appunto.

C’era una volta la disgraziata figliastra  sottoposta alle angherie della matrigna e avvilita dalla crudeltà delle sorellastre. Ma poi diventa sovrana un po’ grazie alla magia e un po’ per caso, ritrovata attraverso una scarpetta smarrita.
Insomma c’era una volta Cenerentola a costellare l’immaginazione mondiale, ma prima e dopo c’era La Gatta Cenerentola.

Un racconto che ha suscitato tanto interesse da attraversare i secoli, ripreso e rielaborato fra gli altri da Charles Perrault prima e dai Fratelli Grimm. Sesto racconto della prima giornata ne "Lo cunto de li cunti overo lo tratteniemento de’ peccerille" di Giambattista Basile, cinquanta storie per dieci narratrici e cinque giorni. Nella raccolta i primi tratti di personaggi appartenuti all’infanzia di molti (Cagliuso per Il gatto con gli StivaliPetrosinella per Raperonzolo), ha attratto e attrae per la sua complessissima semplicità diversi artisti (tra le operazioni più recenti Il racconto dei racconti di Matteo Garrone) ed altrettanti studiosi (da Benedetto Croce a Michele Rak).

È il 1976 che al Festival dei Due Mondi di Spoleto debutta La Gatta Cenerentola. Favola in musica in tre atti di Roberto De Simone, in scena con la Nuova Compagnia di Canto Popolare di cui il maestro napoletano è all’epoca guida e componente. Tra i suoi interpreti Isa Danieli, Peppe e Concetta Barra, Antonella Morea. Racconta De Simone in un intervista al Corriere «Ma lo sa che fu finanziata dalla Regione Emilia-Romagna e non dalla mia Campania?», « La situazione napoletana è tragica, il territorio è devastato dagli sversamenti di rifiuti tossici. E poi Napoli è una città culturalmente invivibile. Ho perseguito la cultura alternativa e popolare, sono stato cacciato, messo nell'angolo, dalla sinistra e dalla destra».

È il 2017 che nella sezione Orizzonti della Mostra del cinema di Venezia, con la regia di Alessandro RakMarino GuarnieriIvan Cappiello e Dario Sansone, è presentato il film d'animazione Gatta Cenerentola.

 

gatta cenerentola film 2

Tra il pulp, la fantascienza e la tradizione, la favola diventa ancora il luogo degli schemi, dei miti e dei falsi miti, delle dinamiche del mondo, quello dove magari i cattivi sono cattivi e i buoni sono eroi, ma anche – come per i due precedenti – dove finalmente giusto e sbagliato sono concetti derivati da dinamiche ultra-umane: affetto, risentimento, invidia, debolezza, devozione, volontà, rivalsa, resa.

Boss della mala internazionale, avvocati compiacenti, sbirri e proiezioni hanno sostituito il “monaciello”, il rosario sconsacrante, le lavandaie, la zingara. Ancora dimensione colta e popolare, narrazione e drammatizzazione, eloquio e musica si incontrano nella fiaba, raffinata e volgare nell’accezione etimologica. Lo troviamo in DVD sul web.

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Mai riuscito a rispondere compiutamente alle uniche importanti domande della vita: “quanto costa?”, “quanto ci guadagno?”. Quindi “so e non so perché lo faccio …” ma lo devo fare perché sono curioso. Assecondami.

Jacob Grimm, Cenerentola, De Simone, Gramsci, Basile

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