Cose turche al World Economic Forum di Davos

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Durerà fino a venerdì 20 gennaio il World Economic Forum di Davos, o piuttoso l’adunata nazi-globalista a Davos. Suona meglio. Ordine del giorno: far fuori un gran numero di persone, neutralizzare le reazioni,  lavare il cervello agli altri, imporre la dittatura inarrestabile con l’imposizione di ESG. 

Davos Patty Struik2 copyCos’è l’ESG? Letteralmente: Environment, Social, Governance (ESG!). Cioè standard distruttivi (e martellati senza sosta dai media) per :

  1. Il cosiddetto salvataggio dell’Ambiente, e  cioè rendere sempre più impossibile la vita umana organizzata, l’economia, l’autonomia, la sopravvivenza fisica .
  2. Imposizione di Regole Sociali che raggiungano gli stessi scopri.  
  3. nuove regole per la Governance, un sostantivo ambiguo e mellifluo (tanto amato dai global-nazisti) che, in realtà, vuole indicare le nuove regole e i nuovi privilegi accordati a chi viene dato un posto di responsabilità governativa o economica o culturale (ecc.) nel nuovo mondo da incubo che e’ stato deciso dai nuovi dottori nazisti  capitanati dallo psicopatico Klaus Schwab e ora comunicato ai leader politici, economici, finanziari, culturali, nonché religiosi in adunate luciferine come quella del Foro Economico Mondiale (WEF)  in corso dal 16 al 20 gennaio a Davos, Svizzera. 

Ai partecipanti viene proposto un patto alla Dottor Faust:

Voi ci vendete la vostra anima (incluso la soppressione di qualsiasi considerazione morale) e noi vi daremo il potere!

Voi eseguire i nostri piani senza tentennamenti , pietà verso altri esseri umani, dubbi, e noi vi faremo il potere in terra, compreso l’immortalità del transumanesimo! 

Voi ubbidirete e avrete la libertà di trascendere qualsiasi  legge naturale finora esistente. Voi sarete i nuovi dei! (probabilmente dei sottodei…)

Lo spettacolo lucidamente folle e grottesco messo in scena a Davos tuttavia, fa ritenere a molti osservatori che Schwab &Co. non siano così sicuri delle loro posizioni come vogliono far sembrare. 

 Quelli del WEF strombazzano ai quattro venti quanti grandi del mondo hanno accettato il patto col diavolo. “… Saranno presenti 379 funzionari pubblici, tra cui 30 capi di Stato, 56 ministri delle Finanze, 19 governatori di banche centrali, 39 capi di organizzazioni globali, tra cui le Nazioni Unite, il Fondo Monetario Internazionale e l'Organizzazione Mondiale del Commercio. Saranno presenti anche 1.500 dirigenti di 700 aziende, tra cui 600 amministratori delegati delle più grandi società del mondo. "Abbiamo gli attori chiave a livello globale", ha dichiarato Borge Brende, uno dei direttori generali del WEF…".

Tuttavia, nonostante il picco pubblicitario, nonostante che Schwab dichiari che il mondo ha raggiunto la finale PLURICRISI (!) e quindi ora è pronto ad accettare il suo culto nazista riveduto, depurato, corretto e aggiornato. Nonostante tutta la ostentata sicumera, si ha l’impressione che l’adunata oceanica  in corso sia, in realtà, nient’altro che una copia aggiornata del bunker di Hitler. 

Certo, un bunker globalizzato, glamorizzato, sostenuto dalla propaganda (sempre meno efficace) dei media. Ma in realtà incapace di trovare una soluzione al fallimento irrecuperabile dell’Operazione Barbarossa/2 scatenata contro la Russia. 

I Russi hanno infatti sfasciato e rispedito al mittente  il “perfetto” piano Schwabiano, anche meglio di come sconfissero l' Operazione Barbarossa nel 1941.

E non sono veramente docili e affidabili nemmeno  gli USA che, secondo i piani,  dovevano già essere sventrati e pienamente sotto controllo come il solito gigante scemo da mandare in giro per il mondo a fare il lavoro sporco (e pronto all’alleanza con i resti di un’Europa ormai schiava del “piano” e  dei Gauleiter  di  Bruxelles).  

Il movimento di Trump ha resistito a anni e anni di persecuzioni e come un esercito politico indurito da anni di guerra, è ora pronto a riemergere  sulla scena. Lo Stato Profondo è in crescente difficoltà. La guerra dell’informazione - ancora infuria - contro la popolazione  non sembra volgere a favore dei rappresentanti del grande reset.


pascali umbertoUmberto Pascali e’ un analista strategico con sede a Washington. Si occupa degli sviluppi geostrategici italiani e europei dopo la caduta del Muro di Berlino, con una particolare attenzione ai Balcani. Di recente ha approfondito le sue ricerche sulla rinascita della Russia come potenza mondiale sovrana, indipendente dai centri finanziari e la conseguente ricaduta sui paesi europei.

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