Ciao Berlin

Nei mattatoi i tedeschi si riscoprono nazisti

Il più grave focolaio da Covid-19 in Germania è scoppiato nel più grande macello del Paese, Tönnies a Rheda-Wiedenbrück in Renania settentrionale Vestfalia da dove con la pandemia è emerso un sistema di sfruttamento industriale con i lavoratori trattati come schiavi. Chi è il "barone" della carne Clemens Tönnies additato dai sindacalisti per le pessime condizioni di lavoro, dagli animalisti per il cattivo trattamento del bestiame, dagli ambientalisti per l’alto tasso di inquinamento, dai salutisti per la bassa qualità dei prodotti alimentari venduti a prezzi stracciatissimi. I"lavoratori provenienti dall’Est Europa dormono in un’unica stanza e in sessanta dividono bagno e cucina", in quello che il quotidiano di Monaco Süddeutsche Zeitung definisce "Uno Stato nello Stato".

di Lina Verschwele

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Pomodori o mattatoi? A Berlino si riscopre la vita da lager

Prima della caduta del Muro di Berlino gli immigrati  che oggi vengono trattati come bestie guadagnavano per 25 giorni di lavoro più gli straordinari qualcosa come  mille e 800 marchi, intorno ai 900 euri. In Italia per la raccolta dei pomodori più o meno il compenso era per lo stesso impegno di 1 milione e 700 mila lire. Da quando è caduto il Muro, come avviene in Italia per gli stagionali anche in Germania centinaia di migranti provenienti dall'Europa dell'Est disposti a lavorare a basso costo, vengono offerti da caporali senza grandi scrupoli  ai grandi mattatoi tedeschi che così possono invadere i mercati europei e mondiali con dei prodotti dal prezzo competitivo e Made in Germany. Di questo scempio se ne parla adesso (poco) perchè siccome il Covid-19 di questa forza lavoro ne sta facendo strage si è scatenata la protesta ufficiale delle ambasciate dei loro paesi d'origine nel timore che l'epidemia si estenda al loro rientro in patria.

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