Tradimento, parola di largo consumo fra Germania e Italia - La Triplice alleanza

Pagina 3 di 4: La Triplice alleanza

24maggio1915  cover     In quella violenta polemica anti-italiana si citava spesso un precedente, quello della prima guerra mondiale. Anche allora Roma aveva cambiato campo, la sola differenza  consisteva nel fatto che il mutamento non avvenne durante il conflitto ma prima ancora che esplodesse.
 
Fino alla vigilia della grande guerra l'Italia era vincolata dalla Triplice Alleanza con i due imperi centro-europei.
E allora perché mai si trovò a guerreggiare contro di loro, dopo avere concordato con quelli che dovevano essere i comuni nemici, cioè le potenze dell'Intesa, vantaggi territoriali che l'Austria era disposta a concedere in cambio, almeno, della neutralità?
 
Italiani traditori dunque, e certo non bastava a respingere l'accusa una considerazione di natura tecnicamente diplomatica: la Triplice era un'alleanza difensiva che scattava solo nel caso che una delle parti fosse aggredita. Un articolo del patto esonerava dall'intervento se l'iniziativa della guerra fosse dovuta a uno degli alleati.
Era proprio questo il caso, con le dichiarazioni di guerra formulate da Vienna e Berlino nell'estate del 1914.

Anche allora la denuncia del tradimento ebbe potenti effetti psicologici sulle truppe impegnate in azione.

Altopiano asiago beata Giovanna cover Maria BonomoLa battaglia degli altipiani, la grande offensiva austriaca che il generale Conrad von Hötzendorf sferrò fra il maggio e il giugno del 1916 contro l'esercito italiano, fu informalmente battezzata con il titolo di Strafexpedition, spedizione punitiva. Proprio quel voltafaccia si voleva punire ma com'è noto l'operazione fallì, gli italiani resistettero e respinsero l'offensiva austro-ungarica.

E un anno più tardi, quando la rivoluzione russa sottrasse all'Intesa il grande alleato orientale e decine di divisioni germaniche furono spostate sui fronti occidentali, fu proprio il risentimento anti-italiano a motivare le forze tedesche impegnate nelle valli di Caporetto.

rommel wC'era da quelle parti un giovane ufficiale dei reparti di montagna, Erwin Rommel, che fece il diavolo a quattro conquistando allori e medaglie, e contribuì da par suo a spezzare la difesa italiana.

Proprio lui, il futuro feldmaresciallo destinato, meno di trent'anni più tardi, a comandare un esercito italo-tedesco nei deserti africani...

Le deportazioni dei militari italiani in Germania
Pagina
Alfredo Venturi
É nato a Bologna, vive in Toscana. Laurea in Scienze politiche. Giornalista (il Resto del Carlino, La Stampa, Corriere della Sera) attivo in Italia e all'estero. Ha trascorso in Germania il decennio che comprende la riunificazione. Editorialista del settimanale Azione di Lugano. É autore di numerosi saggi di ricerca e divulgazione storica.
0
2
0
s2smodern
© Berlin89 2018 - 2019 - 2020
Testata giornalistica registrata
al Tribunale civile di Venezia.
Autorizzazione n.8 in data 30/08/2018
Direttore Responsabile Vincenzo Maddaloni
Responsabile Trattamento Dati Paolo Molina

 

Accedi
x
x
x

cover Massima Depero copy