Lavoratori italiani in Germania e turisti tedeschi in Italia - Pregiudizi duri a morire

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     Pregiudizi duri a morire, da una parte e dall'altra, e tanto più nel contesto irrequieto dell'immigrazione.

Poi il clima gradualmente si è rasserenato, almeno in parte. Ma un episodio recente dimostra che il fuoco del preconcetto continua a covare sotto la cenere. In una trasmissione di Radio Colonia, l'emittente della Wdr destinata alla comunità immigrata, si parlava dell'invito che alcuni sindaci avevano rivolto ai residenti italiani disoccupati.

Un centinaio di costoro aveva ricevuto una lettera in cui li si consigliava di lasciare la Germania se non avessero più diritto a ricevere sussidi sociali e non cercassero lavoro.

La reazione di molta stampa è stata nevrotica, con titoli tipo La cancelliera Merkel caccia gli italiani e commenti indignati che hanno riproposto una storica diffidenza di fondo. É stato poi chiarito che l'invito, per quanto discutibile e dovuto all'eccesso di zelo di alcuni amministratori, non è ovviamente coercitivo, e in ogni caso non riguarda soltanto la comunità italiana ma anche altri cittadini europei.

     Oggi circa settecentomila italiani vivono in terra tedesca, e soltanto un decimo di costoro grava sulle finanze federali percependo sussidi sociali.

Si tratta di una comunità assai variegata: negli anni Cinquanta il flusso era alimentato soprattutto da manovali e minatori con livelli modesti di qualificazione, oggi siamo di fronte a un'emigrazione di più alto profilo professionale, che riguarda anche altri paesi e viene vissuta in Italia come fuga di cervelli dovuta alla scarsa solidità della struttura economica e amministrativa.

Del resto lo scambio di competenze fra i due paesi si realizza anche ai più elevati livelli intellettuali: se un musicista come Claudio Abbado ha lungamente diretto i Berliner Philharmoniker, uno storico dell'arte come Eike Dieter Schmidt dirige attualmente gli Uffizi di Firenze. Entrambi gratificati da grande considerazione nei rispettivi contesti ospitanti.

Italienische Reise - I Viaggi Italiani
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Alfredo Venturi
É nato a Bologna, vive in Toscana. Laurea in Scienze politiche. Giornalista (il Resto del Carlino, La Stampa, Corriere della Sera) attivo in Italia e all'estero. Ha trascorso in Germania il decennio che comprende la riunificazione. Editorialista del settimanale Azione di Lugano. É autore di numerosi saggi di ricerca e divulgazione storica.
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