Lavoratori italiani in Germania e turisti tedeschi in Italia - Itaker – Vietato agli italiani

Pagina 2 di 4: Itaker – Vietato agli italiani

    Itaker Kolscher Nel 2012 è uscito un film intitolato ItakerVietato agli italiani, efficacemente diretto da Toni Trupia. Ambientato nel mondo dell'emigrazione in Germania nei primissimi anni Sessanta, racconta la vicenda di un ragazzo siciliano alle prese con i molti problemi di identità e di isolamento della comunità espatriata. A cominciare da un'accoglienza generalmente non proprio cordiale, a volte addirittura ostile, tale insomma da determinare crisi di rigetto nel debilitante contesto psicologico della nostalgia per la casa lontana.

C'è nel film un trasparente riferimento al grande fenomeno migratorio dei nostri giorni che tanto preoccupa le società e i governi europei. Nel clima febbrile del dopoguerra la Germania, impegnata nello sforzo della ricostruzione e affamata di forza lavoro, non diversamente dall'Europa di oggi nei confronti delle disperate plebi africane e mediorientali, esercitava un'attrazione magnetica soprattutto sui milioni di disoccupati dell'Italia meridionale.

     Alle prese con questo grave problema sociale il governo di Roma intavolò una trattativa con quello di Bonn, per arrivare nel dicembre del 1955 a un accordo che regolava il reclutamento e il collocamento della manodopera italiana in Germania.

Si avviò in questo modo la cosiddetta emigrazione assistita, organizzata cioè da una rete di appositi Centri sparsa sul territorio italiano. La fase successiva, una volta garantita la libera circolazione fra i paesi membri della Comunità europea, più tardi dell'Unione, prescindeva da questo quadro istituzionale e si legava all'iniziativa individuale dei lavoratori. Quei primi anni furono particolarmente ardui, come racconta il film di Trupia l'incontro dei migranti italiani con l'ambiente germanico non era affatto facile, e non solo per problemi di lingua. La durissima prova della guerra, la divisione del paese, l'occupazione militare, il senso di frustrazione, forse anche un sotterraneo rancore per il “tradimento” del 1943, rendevano problematico il rapporto con i Gastarbeiter italiani, gli Itaker, a loro volta pieni di pregiudizi nei confronti dei crucchi che li ospitavano.

Pregiudizi duri a morire
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Alfredo Venturi
É nato a Bologna, vive in Toscana. Laurea in Scienze politiche. Giornalista (il Resto del Carlino, La Stampa, Corriere della Sera) attivo in Italia e all'estero. Ha trascorso in Germania il decennio che comprende la riunificazione. Editorialista del settimanale Azione di Lugano. É autore di numerosi saggi di ricerca e divulgazione storica.
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