Il sovrano d'Italia e di Germania che volle l'Italia unita e Roma vaticana glielo impedì

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     Ormai i giochi sono fatti, a nulla servirà, se non a colorare la vicenda di una tonalità epica e drammatica, l'arrivo in Italia del sedicenne Corradino, figlio di Corrado IV e ultimo degli Staufer.

Lo scontro finale avviene a federico II ItaliaTagliacozzo.
Non può bastare il coraggio dei cavalieri svevi che fanno quadrato attorno a lui, Corradino viene sconfitto e fatto prigioniero. I francesi, che pure a Benevento hanno onorato le spoglie di Manfredi, sono spietati con il giovanissimo duca di Svevia, che viene portato a Napoli, condannato a morte e decapitato.
 
Le ragioni della politica prevalgono una volta ancora su quelle dell'umanità.
Carlo I, il nuovo re di Sicilia, non vuole lasciare in vita chi potrebbe un giorno richiamare a raccolta, sotto le bandiere giallo-nere degli Staufer, la morente fazione ghibellina.

     Dell'Italia sveva e della visione del mondo multinazionale impersonata da Federico II e Manfredi non resta che il ricordo, e questo ricordo sarà ripreso in epoca risorgimentale dagli intellettuali neo-ghibellini (come Giovanni Battista Niccolini o Francesco Domenico Guerrazzi), ai quali si contrapporrà specularmente un partito neo-guelfo d'impronta cattolica.

I neo-ghibellini animeranno una corrente di pensiero accesamente anticlericale che riproporrà il modello dell'unità italiana quale gli svevi avevano tentato di realizzare, ma che Roma vaticana aveva voluto distruggere, perché il papato temporalista esigeva attorno a sé un'Italia divisa.

2 - continua

Alfredo Venturi
É nato a Bologna, vive in Toscana. Laurea in Scienze politiche. Giornalista (il Resto del Carlino, La Stampa, Corriere della Sera) attivo in Italia e all'estero. Ha trascorso in Germania il decennio che comprende la riunificazione. Editorialista del settimanale Azione di Lugano. É autore di numerosi saggi di ricerca e divulgazione storica.
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