Italia-Germania. Cinquecento anni di amore e odio

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Quando nel Cinquecento arriva la riforma i due fattori si sovrappongono.
Georg von Frundsberg
 
Ecco una figura che rappresenta molto bene il fenomeno, quella di Georg von Frundsberg, il condottiero che si batte, prima per l'imperatore Massimiliano I d'Asburgo, quindi per il successore Carlo V, alla testa dei Landsknechte, mercenari luterani motivati al combattimento proprio dal fervore religioso, oltre che da un'avidità senza freni.

     Frundsberg conosce bene l'Italia, è stata per anni il suo campo di battaglia. Vi ha combattuto nel 1499 cercando vanamente di salvare il duca di Milano Ludovico il Moro attaccato dai francesi, poi ancora dieci anni più tardi contro i veneziani, infine fra il 1513 e il '14 contro veneziani e francesi. Nel 1525 porta all'assalto i suoi mercenari nella battaglia di Pavia, il mortale duello fra Carlo V e Francesco I di Francia che si conclude con il successo dell'imperatore e la cattura del re.

Quell'evento segna la fine del vecchio mondo dominato dalla cavalleria, fatalmente vulnerabile di fronte alle moderne fanterie come quella che proprio Frundsberg ha organizzato con i suoi Landsknechte, agguerriti reparti che procedono serrati, irti di picche e alabarde, e possono disporre di armi da fuoco capaci di perforare le armature.

     Nel 1526 Carlo vuole punire il papa che si è alleato con gli arcinemici di Parigi e Venezia e le sue armate calano di nuovo in Italia. Nel novembre Frundsberg si trova di fronte il più famoso dei suoi avversari, Giovanni dalle Bande Nere. Proviene da quella stirpe fiorentina dei Medici che ha espresso anche il papa regnante, Clemente VII. Proprio contro il pontefice, reo di ostacolare le ambizioni dell'imperatore, Frundsberg sta muovendo le truppe.
Custodisce nel suo bagaglio un capestro d'oro con il quale, assicura, impiccherà il sovrano temporale e spirituale di Roma. Per i cardinali, ai quali è riservato lo stesso trattamento, tanti bei lacci color porpora.
Il furente mangiapreti vuole castigare la nuova Babilonia, come la definisce Martin Lutero, il monaco sassone che ha rivoluzionato l'Europa religiosa ribellandosi al papa.
 
Lui l'ha incontrato alla dieta di Worms, e non ha mancato di incoraggiarlo nella sua battaglia teologica contro il papa-re che in nome della fede spilla ai devoti i quattrini delle indulgenze.
 
Alfredo Venturi
É nato a Bologna, vive in Toscana. Laurea in Scienze politiche. Giornalista (il Resto del Carlino, La Stampa, Corriere della Sera) attivo in Italia e all'estero. Ha trascorso in Germania il decennio che comprende la riunificazione. Editorialista del settimanale Azione di Lugano. É autore di numerosi saggi di ricerca e divulgazione storica.
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