Come mai agli intellettuali progressisti tedeschi piacque (tanto) Garibaldi

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 « Come state, caro Garibaldi? » « Bene, Maestà, e Lei? »« Benone.»

     Un giorno d'estate del 1855 una strana lettera viene recapitata a Zurigo nella casa del poeta tedesco Georg Herwegh.

Emma SiegmundEmma SiegmundLa stranezza non consiste nel fatto che proviene dall'Italia e l'ha spedita Felice Orsini. Il patriota e rivoluzionario italiano, due anni e mezzo più tardi autore dell'attentato a Napoleone III che lo porterà sulla ghigliottina, da lunga data è amico di famiglia. Inoltre è intellettualmente legato, e forse non solo intellettualmente, a Emma Siegmund, la moglie di Georg.

La cosa strana è che Felice da lunghi mesi non dà notizie di sé, si sa che è impegnato in una delle sue rischiose missioni e dunque ci si aspettava da questa lettera un dettagliato rapporto, il chiarimento del mistero. Invece no, soltanto convenevoli, frasi fatte.

Emma è perplessa e rigira il foglio fra le mani, finché il marito ricorda che l'amico gli aveva parlato di certi accorgimenti ai quali un uomo dalla vita così avventurosa doveva ricorrere.

Georg avvicina la lettera alla fiamma di una candela, ed ecco finalmente comparire il vero messaggio sotto le righe in chiaro.

Alfredo Venturi
É nato a Bologna, vive in Toscana. Laurea in Scienze politiche. Giornalista (il Resto del Carlino, La Stampa, Corriere della Sera) attivo in Italia e all'estero. Ha trascorso in Germania il decennio che comprende la riunificazione. Collabora al settimanale Azione di Lugano. É autore di numerosi saggi di ricerca e divulgazione storica.
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