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Alexanderplatz ridiviene simbolo della rivolta

Sono cambiati i disobbedienti che vanno dai nuovi poveri della classe media ai precari. Scomparsi o quasi gli operai.

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La Costituzione Europea e l'attitudine ai muri

C’è sempre un qualcosa non del tutto passato e risolto che si mescola al presente. Non è sempre un progresso.

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Fu il genocidio armeno che ispirò ai nazisti l'Olocausto

In questo secondo capitolo sui flussi migratori Alfredo Venturi scrive di Ebrei e Armeni e spiega perchè sono fra gli esempi più significativi di popoli in fuga dalle proprie terre. Il dramma degli ebrei cominciò quasi sei secoli prima di Cristo con la cattività babilonese, e culminò nei campi di concentramento nazisti. Per numero di vittime la sorte degli armeni è seconda soltanto a quella degli ebrei nell’Olocausto.

di Alfredo Venturi

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Paese mio che stai sulla collina ti lascio e vado via. Come e perchè

Popoli in movimento, fenomeni migratori da sempre per ragioni economiche, contrasti religiosi, guerre. Il mondo così come lo conosciamo è il risultato di un secolare interscambio di popoli. Non sempre pacifico, si pensi al continente americano nel quale l’irruzione europea, e più tardi l’importazione di milioni di schiavi, hanno travolto le comunità precolombiane creando società nuove.

di Alfredo Venturi

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Lavoratori italiani in Germania e turisti tedeschi in Italia

Dagli ultimi dati raccolti (2017) risulta che i visitatori germanici hanno speso nel Belpaese sei miliardi di euro. Dei settecentomila italiani che vivono in terra tedesca, soltanto un decimo di costoro grava sulle finanze federali percependo sussidi sociali. Il tutto accade nonostante i pregiudizi da una parte e dall'altra parte siano duri a morire. Suggestiva conclusione di Alfredo Venturi autore di questa breve Storia dei rapporti tra italiani e tedeschi. Scrive: “Auguriamoci un tempo nuovo in cui si parlerà non più di italiani e tedeschi, ma di europei di lingua italiana, europei di lingua tedesca”. Auguriamocelo.

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Tradimento, parola di largo consumo fra Germania e Italia

Verrat, tradimento. É una parola che rimbalza spesso fra Italia e Germania, fin dai primi anni dell'era volgare quando il germanico Arminio, ufficiale e cittadino romano, voltò le spalle al suo comandante Publio Quintilio Varo e trascinò le legioni nella trappola mortale della selva teutoburgica.

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Come mai agli intellettuali progressisti tedeschi piacque (tanto) Garibaldi

La figura di Garibaldi seduceva i tedeschi riscattando molti atavici pregiudizi a carico degli italiani. Una nipote di Theodor von Neuhoff, singolare avventuroso personaggio che riuscì per qualche tempo a farsi incoronare re di Corsica, non aveva forse sposato nei primi decenni del Settecento un certo Giuseppe Battista Garibaldi, che sarebbe il bisnonno del condottiero?

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L'Italia con le sue meraviglie ma senza «la rettitudine tedesca»

Così sentenziò Goethe a conclusione (1790) della sua seconda visita a Venezia. E' sconsolato e disilluso da quando ha scoperto che nella Terra della bellezza che tanto ama i viaggiatori rischiano di essere derubati e anche assassinati come toccò a Johann Joachim Winckelmann storico dell'arte e archeologo che il papa nominò sovrintendente alle antichità di Roma, e che morì a Trieste accoltellato. 

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