Ciao Europa

L'Italia oppressa dalla minaccia del castigo tedesco

Il governo italiano farebbe bene a non firmare per il nuovo-MES, chiedendo un periodo di riflessione su tutto l’impianto economico dell’Eurozona. Ai deputati e ai senatori il compito di evitare all’Italia un errore che può essere fatale.

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Perché quella tedesca resta un'egemonia a metà

La Germania rimane in una posizione problematica di semi-egemonia: il paese ha la forza sufficiente per imporre le sue regole, ma non per farle rispettare. Mentre gli altri stati sono abbastanza forti per infrangere le regole, ma non per cambiarle", vediamo quale può essere la soluzione. Per il bene di tutti.

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Il baratto infame, “manodopera italiana-carbone tedesco”

di Paolo Molina

Cinquecentomila lavoratori italiani fra l’inizio del 1938 e la prima metà del 1943 emigrarono in Germania. Gli italiani finirono con l'essere considerati degli individui di cui la Germania aveva bisogno e che allo stesso tempo la maggioranza della popolazione disprezzava.  i lavoratori italiani venivano trasportati, dai treni-merce su cui avevano viaggiato, in appositi carri-bestiame, a baraccopoli per essere allogiati. Generalmente si trattava degli stessi campi di prigionia usati dai tedeschi o dagli alleati durante il conflitto.  È storia d'Italia, ma anche d'Europa.

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Peter Glotz e il processo storico superato

Nel novembre del 1989, poche settimane dopo la caduta del Muro, Martina Seitz intervistò il deputato socialdemocratico, e scienziato, Considerato “una della teste più brillanti della Spd”, Glotz avanzava previsioni che sarebbero state smentite dal processo storico: nella sua opinione le due Germanie non si dovevano riunificare e occorreva lavorare alla creazione di una forte socialdemocrazia nella DDR. Di lì a pochi mesi, in meno di un anno, Helmut Kohl avrebbe portato a casa la riunificazione.

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